PASCALE IL GIORNO DOPO: “COSI’ SI FA IL MALE DEL PAESE”

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«Se incontrassi De Siano gli offrirei un caffè per la lucida follia che ha messo in pratica. Commissariare il Comune significa essere folle, fregarsene dei bisogni della gente. E’ ancora più triste il fatto che si siano macchiati di questa onta consiglieri che con me hanno lavorato seriamente per ricostruire il Comune al netto del terremoto e ci sono riusciti». Parole di Giacomo Pascale in una intervista rilasciata a Il Golfo, all’indomani della sfiducia che ha posto fine alla sua sindacatura. «Al senatore – prosegue il Barone – mi uniscono trent’anni di comune militanza politica, ognuno conosce a menadito l’altro. Il problema non è questo, è che non trovo una motivazione valida alla sfiducia e allora forse dice bene un vecchio maestro: “La gelosia porta anche all’omicidio”. Il fatto è che stavolta non hanno ammazzato noi ma una comunità intera». L’ormai ex primo cittadino non lesina considerazioni sulla mossa dei “congiurati”: «Una sfiducia, per chi abbia proprio un minimo di statura politica, approda in consiglio comunale: viene spiegata davanti alla cittadinanza e poi la si mette ai voti. Ma mi rendo conto che sarebbe chiedere troppo a personaggi di questo genere, a loro manca questa caratura». E sulle elezioni di primavera a Lacco dice: «Io contro Domenico alle prossime amministrative? Ove mai dovesse concretizzarsi un’opzione del genere, ci troveremmo dinanzi a motivazioni diverse: io mi presenterei all’elettorato con i risultati raggiunti e lo farei con una buona dose di orgoglio, lui porterà forse… il nuovo, il cambiamento, che poi tale non è dal momento che lo abbiamo più volte visto all’opera».