A PROCIDA ANCORA CHIUSO L’EX BANCO NAPOLI, CASARTIGIANI: “OPERATORI ECONOMICI PENALIZZATI”


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A Procida la perdurante chiusura dello sportello ex Banco Napoli, oggi Intesa San Paolo, e la mancanza di notizie e rassicurazioni su una possibile riapertura, in tempi brevi,provenienti dalla Sede Centrale, continua a creare una serie di disservizi e preoccupazioni tra le miglia di correntisti di quello che, da sempre, rappresenta un punto di riferimento vicino ai cittadini procidani, nella buona e nella cattiva sorte.

“Con questo lucchetto – sottolinea Giuseppe Giaquinto di “Procida in Movimento” –  il Banco di Napoli di Procida, ora Intesa Sanpaolo, chiude il rapporto di fiducia con i cittadini procidani. Un avviso laconico affisso al cancello ci dice che al momento non è dato sapere della ripresa dei servizi e che i clienti possono raggiungere altri sportelli del gruppo Intesa, di cui il più vicino si trova a Ischia. Un comportamento assurdo ed irritante che non si concilia con il rapporto avuto per decenni con la clientela e con la proficua gestione dei risparmi dei procidani. Ribadiamo – conclude Giaquinto – che se entro questa mattina non arrivano notizie sulla riapertura con la repentina ripresa dei servizi le associazioni consumatori da noi interessate saranno ben liete di difendere gli interessi dei cittadini procidani e dei clienti dell’istituto bancario che non può interrompere un servizio né avere un rapporto così irriguardoso verso la clientela. Siamo profondamente dispiaciuti nel vedere anche stamattina decine di persone, tra cui anziani, recarsi a Ischia per operazioni bancarie non rinviabili”.

Nel mentre, la mancata operatività dello sportello pone una serie di difficoltà anche agli operatori del commercio, dell’artigianato e alle piccole e medie aziende che lavorano sul territorio isolano. «Siamo sconcertati – dice Maurizio Frantellizzi, presidente di Casartigiani Procida – che quella che per noi ha sempre rappresentato una istituzione di primaria importanza abbandoni a se stessi migliaia di cittadini e una intera categoria di operatori commerciali che per pagamenti, versamenti, linee di credito ed altre operazioni si reca allo sportello con frequenza quasi giornaliera. Oggi, secondo i dirigenti dell’Istituto, dovremmo recarci con la stessa frequenza a Ischia o Napoli? Impossibile. A molti di noi – sottolinea il presidente Frantellizzi – dispiace allontanarci da un Istituto in cui prima i nostri nonni poi i nostri padri e quindi noi stessi abbiamo riposto la fiducia delle nostre azienda ma è inevitabile che in queste condizioni non è più possibile restare ad aspettare non si sa cosa o chi. L’auspicio – conclude Frantellizzi –  è che anche le Istituzioni locali, a partire dall’Ente comunale, sollecitino una pronta risoluzione di una vicenda, purtroppo, nata male e gestita peggio».