ABUSO DI 20 METRI QUADRI, ASSOLTO PER “PARTICOLARE TENUITA’ DEL FATTO”


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Stavolta è arrivata la completa assoluzione in un processo che, come tanti altri a Ischia, riguardava l’edificazione di un manufatto senza l’autorizzazione prescritta dalla legge. Ci riferiamo alla vicenda di un cittadino baranese, accusato del reato previsto dall’articolo 44 del Dpr 380/2001 “per avere iniziato, continuato ed eseguito, quale proprietario o committente, in assenza del permesso di costruire, in zona sottoposta a vincolo ex articolo 131 e seguenti del Decreto Legislativo 42/2004”, un manufatto di venti metri quadri e alto 3,30 metri quadri, costituito da struttura portante in muratura e copertura in acciaio, tavelle con sovrastante getto di calcestruzzo. La successiva contestazione era quella relativa al reato previsto dagli articoli 83 e 95 Dpr 380/2001 e dall’articolo 2 della legge regionale 9/1983, “per avere eseguito i lavori” precedentemente descritti “in zona sismica omettendo di depositare prima dell’inizio dei lavori gli atti progettuali presso l’Ufficio del Genio Civile competente”. L’ultimo reato contestato è quello relativo all’articolo 181 comma 1 bis del Decreto Legislativo 42/2004, “per avere eseguito le opere” descritte “in area o su bene dichiarato di notevole interesse pubblico e paesaggistico in assenza dell’autorizzazione prescritta dall’articolo 146” del decreto citato. In sostanza, le classiche contestazioni che in casi del genere si muovono a chi, sulla nostra isola, è accusato di aver commesso un abuso edilizio. E come si accennava in apertura, nei processi conseguenti l’esito più frequente non è quello dell’assoluzione: infatti l’indagato viene sovente condannato al ripristino dello stato dei luoghi, dunque all’abbattimento dell’immobile. Tuttavia nel processo cui ci riferiamo, conclusosi venerdì scorso innanzi la sezione penale di Ischia del Tribunale, il verdetto finale è stato proprio quello dell’assoluzione. L’avvocato Michelangelo Morgera, difensore di fiducia dell’accusato, è riuscito infatti a veder accolti gli argomenti posti alla base della propria richiesta di mandare assolto il suo assistito, ottenendo una sentenza che riconosce la cosiddetta “particolare tenuità del fatto”, anche in un caso in cui il manufatto contestato, sebbene non si presenti di rilevanti dimensioni, non sia affatto trascurabile. Il giudice ha contestualmente disposto anche il dissequestro del manufatto, che dunque torna senza restrizioni nella materiale disponibilità del titolare, senza l’obbligo della rimozione dell’immobile e della rimessione in pristino dello stato dei luoghi.