AL SENATO LE 100MILA FIRME DEGLI ISOLANI PER OTTENERE IL RICONOSCIMENTO DI ZONA DISAGIATA


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La vita su un’isola è  sicuramente meravigliosa, ma non mancano innumerevoli disagi. I servizi sono più costosi, le possibilità di spostarsi sulla terraferma cadenzate dagli orari dei trasporti marittimi e dai capricci del meteo, inoltre, per quanto possa essere bello e suggestivo vivere su un’isola rimane il problema, soprattutto nelle più piccole, delle limitate possibilità di agire come meglio si crede, confinati come si è in un piccolo universo con regole e ritmi completamente differenti da quelli che vigono sul continente. Per non parlare poi dei tagli dettati dalla spending review che mettono a repentaglio servizi pubblici basilari, come la sanità pubblica o i servizi legati alla giustizia. Le continue battaglie per difendere i presidi sanitari ischitani e il tribunale di Ischia raccontano di quanti sforzi servano per mantenere anche sulle isole servizi fondamentali per la vita dei cittadini che vivono circondati dal mare. Insomma, vivere su un’isola è bello, ma anche tanto disagevole, ed è per questo, per la prima volta in Italia è stata promossa una proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre nella Costituzione il principio di insularità.

L’idea nasce in Sardegna, presentata a Palazzo Madama dal Comitato Sardo per l’insularità, ma anche da Fasi e Ancim, ovvero l’Associazione Nazionle dei Comuni delle Isole Minori. La sinergia tra le piccole e grandi realtà che condividono lo status di isolani ha portato a raggiungere un bottino di firme davvero ragguardevole: 100 mila sono state infatti le persone che hanno aderito alla richiesta di una legge speciale che riconosca la status di insularità a chi vive nelle isole. Alla presentazione hanno partecipato la capogruppo di Forza Italia, Anna Maria Bernini, e il senatore Fi Emilio Floris.

«Nelle isole – sostiene il capogruppo di Forza Italia Bernini – tutti i servizi sono più costosi a causa del fattore trasporti, la salute ha subito un notevole taglio di servizi e i settori che potrebbero produrre eccellenza come territorio, ambiente, risparmio energetico e fonti alternative sono frenati dalla tendenza allo spopolamento». Un problema che non riguarda le isole del golfo di Napoli, dove la densità della popolazione rimane tra le più alte in Italia, ma che è invece una delle principali fonti di preoccupazione per chi amministra isole che anno dopo anno vedono diminuire sempre più il numero di persone che decidono, strenuamente, di rimanere a vivere su di un’isola. Secondo il senatore Floris ottenere nella Costituzione il riconoscimento dello svantaggio naturale patito dalle isole darebbe effetti positivi e concreti.