AMCA, COSI’ SI CONSUMA LA VENDETTA DI ANTONIO CONTE


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Archiviata la mazzata elettorale in seno alla coalizione guidata da Arnaldo Ferrandino, il direttore tecnico dell’AMCA srl, Antonio Conte, ha deciso di vendicarsi mettendo in esecuzione una sentenza del tribunale di Napoli risalente al 2016 che stranamente fino a questo momento era rimasta in “naftalina”. La sfogliatella, che per la verità non ha sorpreso nemmeno più di tanto i destinatari, è stata consegnata via pec per il tramite dell’avvocato Filippo Barbagallo. Il legale nella missiva rappresenta l’evolversi degli eventi con i quali si chiede l’assunzione a tempo indeterminato del professionista. Barbagallo riassume gli eventi: “Con sentenza n. 235/2016, pubblicata il 7 febbraio 2016, passata in giudicato per non essere stata impugnata da codesta società, in accoglimento della domanda proposta dal nostro rappresentante, il tribunale di Napoli così provvedeva. In accoglimento del ricorso dichiara la sussistenza tra le parti di un rapporto di lavoro indeterminato dal 17 luglio 2012 all’attualità con qualifica di ottavo livello professionale; condanna la società convenuta al pagamento in favore del ricorrente del complessivo importo di euro 43.318,58 oltre complessiva rivalutazione monetaria e interessi legali, questi ultimi calcolati sulle somme annualmente rivalutate dalla maturazione delle singole differenze al saldo; condanna la società convenuta al pagamento delle spese processuale liquidabili in euro 4.109, 17 oltre iva, cpa e rimborsi generali come per legge”.

L’avvocato Barbagallo, dopo la rievocazione della sentenza del 2012, riprende e aggiunge: “Nonostante l’impegno assunto dalla società di eseguire in via bonaria la richiamata sentenza per evitare ulteriori spese di contenzioso, a tanto non si provvedeva. Con la presente pertanto l’architetto Conte, nostro tramite, vi invita e diffida, in esecuzione della richiamata sentenza: a procedere alla sua assunzione con decorrenza dal 17 luglio 2012 con la qualifica di cui all’ottavo livello professionale del CCNL Federambiente; al pagamento delle differenze retributive maturate fino al 31 luglio 2015 fino alla data di effettivo pagamento; al pagamento delle ulteriori somme maturate e maturande allo stesso titolo per il periodo successivo al 31 marzo 2015 fino alla data di effettiva assunzione oltre quant’altro maturato e maturando per effetto della regolarizzazione del rapporto di lavoro subordinato; a provvedere alla regolarizzazione della posizione contributiva e assicurativa dell’architetto Conte; al pagamento delle spese di lite liquidate in sentenza. Con espresso avvertimento che ove a tanto non provvediate nel termine di dieci giorni dalla ricezione della presente, si procederà ad agire in via esecutiva in forza del cennato titolo con espressa riserva di agire anche per il risarcimento dei danni non patrimoniali”.

Dunque Antonio Conte decide di mettere in esecuzione una sentenza e lo fa dopo ben quattro anni. Ovviamente ad elezioni perse e a questo punto un certo atteggiamento dell’attuale sindaco Giovan Battista Castagna trova anche un’ampia giustificazione. Il diritto all’assunzione a tempo indeterminato venne ottenuto dall’architetto nel lontano 2012. Ma a quanto sembra, contrariamente a quanto sostiene nella nota l’avvocato, non ci sarebbe mai stata in passato richiesta da parte dell’architetto di mettere in esecuzione la sentenza. Mai, assolutamente mai, prima di questo gesto perpetrato adesso. Consumato il tradimento, rimediata una scoppola indimenticabile alle elezioni, evidentemente ha ben pensato di giocarsi questa carta.