Atti persecutori nei confronti dei familiari, arriva la condanna

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Il tribunale di Ischia, al termine di un procedimento durato sette anni e caratterizzato da numerosi rinvii e avvicendamenti difensivi, ha condannato un cittadino di Lacco Ameno alla pena di un anno e sei mesi di reclusione per il reato di atti persecutori nei confronti del cugino e della sua famiglia, con cui condivide lo stesso edificio residenziale. Il giudice Carlo Bardari ha inoltre disposto per l’imputato un anno di libertà vigilata dopo l’espiazione della pena e il divieto assoluto di avvicinamento alle persone offese, accogliendo l’impostazione sostenuta dalla parte civile assistita dall’avvocato Michele Calise. Le vessazioni, iniziate dopo un precedente procedimento giudiziario conclusosi con una condanna definitiva per minacce e violenza privata, comprendevano una lunga serie di comportamenti persecutori come insulti verbali, spinte e aggressioni fisiche, tra cui l’urto deliberato contro il passeggino di una bambina, sputi e lancio di immondizia dal balcone superiore, nonché l’uso molesto di una torcia potente puntata di notte nella camera da letto dei bambini per spaventarli. Queste condotte vessatorie avevano generato nelle vittime un grave e perdurante stato di ansia, costringendole a modificare radicalmente le proprie abitudini quotidiane, mentre il dibattimento aveva subito forti rallentamenti a causa della continua sostituzione di nove difensori di fiducia, considerata dalla parte civile un abuso delle garanzie processuali finalizzato a condizionare la durata del giudizio. Respinta l’ultima richiesta di nuove prove avanzata dalla difesa, il giudice ha così chiuso la complessa vicenda giudiziaria con l’affermazione di responsabilità penale a carico dell’imputato.