A Ischia esplode il caso della Tari: circa 130 aziende rischiano la sospensione dell’attività per un debito che supera i 25 milioni di euro. La notizia, che ha fatto rapidamente il giro dell’isola, solleva interrogativi sul futuro del tessuto economico locale. A lanciare l’allarme è Francesco Pezzullo, presidente di Confesercenti, che parla di una situazione “complessa e delicata”. Non si tratta solo di alberghi e strutture ricettive, ma anche di negozi e stabilimenti balneari che potrebbero chiudere i battenti.
Il rischio, avverte, è quello di una vera e propria desertificazione commerciale, con pesanti ricadute sull’occupazione. Il contesto non aiuta: terremoti, alluvioni e la pandemia hanno già fiaccato le imprese isolane, riducendo la loro capacità di far fronte alle tasse. Da qui la richiesta di soluzioni straordinarie, come condoni, piani di rientro più sostenibili, sospensioni temporanee delle procedure o persino una rimodulazione stagionale della tariffa.
Pezzullo invita infine istituzioni e categorie a sedersi attorno a un tavolo: senza un compromesso condiviso, l’isola rischia un tracollo economico e sociale di difficile ritorno.



