BRACCONIERI SEMPRE ATTIVI SULL’ISOLA


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Forio, Barano, Lacco Ameno, Castiglione, Piano Liguori, Epomeo, Caruso, Panza ed in generale un po’ tutta l’isola. Queste sono le zone dove si spara da settembre, cioè da quando si è aperta una nuova stagione della caccia, fino a marzo, quando la stagione si conclude. Ad eccezione di due giorni: il martedì ed il giovedì quando vige il silenzio venatorio indispensabile per la tutela della fauna. Ischia, Ponza, Ventotene e Procida, sono dei luoghi preziosi per gli uccelli migratori, che in inverno vanno per lo svernamento in Africa. E questo lo sanno sia i cacciatori che i bracconieri.  La differenza tra un cacciatore, rispettoso delle leggi e coscienzioso dell’ambiente e della fauna che lo abita e il bracconiere, persona non consona alle leggi e priva di ogni senso civico, non sempre è netta. “La stragrande maggioranza dei cacciatori – ci dicono da Federcaccia – soprattutto quelli anziani, hanno rispetto della fauna, ancor di più oggi, in un momento di grande difficoltà per gli animali. Siamo consapevoli dell’esistenza di una piccola minoranza che non rispetta le regole e che non ha paura di andare incontro a pesanti sanzioni penali”.

Bene lo sa un uomo fermato giovedì scorso mentre cacciava in dispregio alla giornata di “silenzio venatorio”. I militari della Stazione dell’Arma, Forestale e Territoriale, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria, a piede libero, ponendo sotto sequestro l’arma e le munizioni detenute, un “bracconiere” colto in flagranza di reato, mentre cioè era intento all’esercizio della caccia in giornata di silenzio venatorio. L’episodio è avvenuto tra Casamicciola Terme Barano d’Ischia. Il denunciato, a seguito di più approfonditi accertamenti di Polizia, è risultato in possesso di regolare licenza di porto di fucile, arma questa riscontrata legalmente nella sua disponibilità. Solo qualche giorno prima i carabinieri della Compagnia di Ischia hanno sorpreso un 35enne nella zona boschiva nei pressi di via Pannella impegnato in una battuta abusiva di caccia. I militari lo hanno trovato in possesso di un fucile sovrapposto con matricola abrasa e riduttore di canna artigianale nonché cinque cartucce. E non solo. A casa dell’uomo sono state trovate 466 cartucce di vario calibro e 4,5 chili di pallini di piombo. Tra l’altro il cacciatore non aveva più il porto d’armi in quanto gli venne revocato a seguito di una condanna e per riottenerlo produsse la documentazione necessaria omettendo la condanna ma fu scoperto e denunciato per le false attestazioni. Questi due episodi sottolineano come spesso l’attività venatoria sia svolta anche nelle “giornate di silenzio”.

La caccia, da parte di bracconieri o in giorni limits, resta ancora molto diffusa sul territorio dell’isola. Numerosi sono i controlli dei Carabinieri Forestali e Territoriali, specie nei giorni di ‘silenzio venatorio’ per provare a marginare questo fenomeno. A rimetterci le penne, è proprio il caso di dirlo, soprattutto poiane, falchi pellegrini, gufi e upupe ferite. Tutte specie protette. Un paio di settimane fa i volontari dell’Enpa – ente nazionale per la protezione degli animali – in una giornata di silenzio venatorio hanno recuperato un barbagianni con l’ala sinistra spappolata da una fucilata. “È il terzo uccello di specie protetta abbattuto in una settimana”, hanno denunciato i volontari. Pochi giorni prima avevano curato un falco pellegrino. Sempre in una giornata a ‘fucili spenti’. Per questo i volontari avevano segnalato come continuasse “caduta libera” delle specie particolarmente protette. Ma il fenomeno, rispetto agli anni passati, è nettamente in calo.