A seguito della riunione in Prefettura sollecitata da sei distributori indipendenti di Ischia e Procida, rappresentativi di oltre il sessanta per cento del fabbisogno petrolifero locale, il Comune di Procida guidato dal sindaco Luigi Muro ha redatto un documento ufficiale per affrontare il problema del caro carburante legato ai disagi dell’insularità e all’aumento dei costi di trasporto marittimo. Il rincaro è stato aggravato dal blocco dei mezzi pesanti nel porto di Pozzuoli, causato dal bradisismo e dalla scossa di agosto, che ha costretto le autobotti a imbarcarsi da Napoli allungando la tratta e spingendo l’armatore ad aumentare le tariffe, con il nolo per un’autobotte di circa diciottomila litri passato dai milleseicento euro medi del duemilaventicinque ai duemilasettecentocinquanta euro dal primo settembre duemilaventi sei, pesando per circa diciannove centesimi al litro comprensivi di IVA. Una situazione resa ancora più complessa dal monopolio del vettore unico autorizzato al trasporto di merci pericolose ADR e dalla necessità di noleggiare mezzi più piccoli quando il traghetto non è idoneo, mentre si attende per il sette ottobre l’apertura della bretella nel mercato ittico di Pozzuoli per ripristinare i collegamenti brevi. La Regione Campania, che ignorava tali rincari, ha promesso un tavolo di confronto permanente e l’obiettivo di finanziare il servizio come pubblica utilità sfruttando l’articolo centodiciannove della Costituzione, mentre il Comune di Procida ha avanzato sette proposte operative che spaziano dalla compensazione dei costi di trasporto marittimo e la verifica sui vettori autorizzati fino a un progetto pilota per quantificare il differenziale di insularità e incentivare la transizione energetica, puntando a ottenere misure strutturali e trasparenti a tutela dei cittadini e degli operatori locali.



