CASAMICCIOLA, APPROVATO IL BILANCIO, MA SUL SISMA E’ SEMPRE POLEMICA


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Come è ormai consuetudine, il consiglio comunale di Casamicciola, nonostante l’unico punto all’ordine del giorno, di natura tipicamente contabile, è finito per concentrarsi sulle tematiche legate alle conseguenze del terremoto e al recente decreto-legge varato dal Governo. L’argomento formalmente in questione era l’approvazione del bilancio consolidato per l’esercizio 2017: sul documento il sindaco ha relazionato alla civica assise aprendo il consiglio che, come accade sovente in questa consiliatura, è stato caratterizzato da numerosi interventi dell’architetto Luigi Mennella. L’esponente dell’opposizione ha chiesto all’amministrazione di illustrare la situazione relativa ai plessi scolastici, che tra l’altro oggi hanno visto l’apertura delle nuove sedi presso via Tommaso Morgera e il convento dei Passionisti. In particolare, Mennella era interessato alle spese sostenute per ottenere l’idoneità da parte di questi e degli altri plessi, a partire dal certificato antincendio. Il sindaco Castagna ha spiegato che tali edifici a uso scolastico vanno essenzialmente differenziati in due categorie: il tipo A, fino a cento persone, e il tipo B, in grado di ospitarne oltre cento. Secondo il primo cittadino l’edificio de Le Zagare al momento è attrezzato per la prima categoria, ma con i dovuti adeguamenti sarà in grado di ospitarne fino a oltre 180.

La discussione è poi caduta sul plesso De Gasperi, che ha costituito il “perno” dell’intera discussione sulla questione scuole-sicurezza. Il sindaco ha sintetizzato la situazione dell’edificio intitolato al grande statista democristiano, con lo “spacchettamento” della palestra e i lavori da completare il primo piano, che al momento è interdetto alle attività scolastiche. Il sisma, ha spiegato Castagna, non ha intaccato la struttura portante dell’edificio, ma le pareti divisorie si erano rivelate potenzialmente pericolose: si è dunque proceduto a metterle in sicurezza, a rinforzare i ferri del cemento armato che erano stati trovati in stato di iniziale ammaloramento. Le pareti al piano superiore sono più basse, ma vanno comunque sistemate come è stato fatto al piano terra, che già adesso ospita diverse classi dell’Ibsen. Proprio su tale punto Luigi Mennella ha più volte portato il suo attacco: «Com’è possibile dichiarare l’agibilità del piano terra e l’inagibilità del primo piano senza pericolo per gli occupanti?». Mentre il sindaco ribadiva che la struttura portante non era stata intaccata dal sisma, l’architetto ha alzato il tiro: «Per adeguare alcune pareti divisorie siamo arrivati a spendere oltre 360mila euro, com’è possibile?». Il primo cittadino aveva il suo daffare a spiegare che, con le pareti, andavano adeguati e sostituiti anche gli impianti elettrici, le condotte idriche oltre ai citati ferri ammalorati. La discussione è progressivamente salita nei toni, fino a che il sindaco ha rivendicato la responsabilità come ingegnere, come sindaco e come padre di famiglia nel firmare gli atti amministrativi che decretano la sicurezza dello stabile, ma l’opposizione ribatteva: «Vogliamo visionare tutti i certificati».

Mennella ha anche condannato le “somme urgenze”, tra cui quelle relative agli interventi al Paradisiello, a via De Rivaz e agli altri che vedono il Comune come soggetto “attuatore”. Secondo l’architetto, è inammissibile che a distanza di mesi si possa ancora parlare di somma urgenza. Ma il pomo della discordia restava il De Gasperi, e nel dibattito si è inserito anche Arnaldo Ferrandino: «Se prevale la forma dei provvedimenti sulla sostanza della realtà, si rischia la catastrofe», tuttavia il sindaco ha spiegato che naturalmente le costruzioni risalenti ad alcuni decenni fa, non sono rispondenti alle successive normative antisismiche, sempre più stringenti, così come è normale prevedere che il De Gasperi prima o poi dovrà essere oggetto di un adeguamento sismico. In ogni caso, ha dichiarato Castagna, «abbiamo fatto eseguire delle prove di vulnerabilità». Come prevedibile, le risposte dell’amministrazione non hanno minimamente soddisfatto Mennella, che ha immediatamente rilanciato spostando l’attenzione sulla sentenza del Consiglio di Stato relativamente all’asilo della Sentinella che non riconobbe le ragioni del Comune: «Per fare i lavori ci voleva un piano di sicurezza, seguito dall’ordinanza di sgombero, che significa impossibilità di uso dello stabile», ha dichiarato l’architetto, che ha accennato a presunte ingiustizie relative alla delimitazione della zona rossa, dove alcuni hanno la possibilità di accedere alle proprie abitazioni lesionate e altri no, oltre a fare l’esempio dello stesso Capricho, gravato da un’ordinanza analoga. A questo punto è sorto un vivace botta e risposta tra vari esponenti dei due schieramenti circa l’opportunità di procedere a una completa demolizione degli edifici scolastici più gravemente danneggiati, fino a che l’avvocato Nunzia Piro è intervenuta difendendo l’operato dell’amministrazione: «Il sindaco ha spiegato in modo completo l’iter amministrativo necessario. Non siamo affatto degli sconsiderati, l’amministrazione ha dato tutte le risposte che la minoranza ha richiesto». Il primo cittadino ha poi mostrato e letto agli astanti il certificato di vulnerabilità del De Gasperi, secondo cui la scuola è sicura.
Si è chiuso così il lungo capitolo “scolastico”, e Mennella ha portato la flotta del suo attacco nelle acque della Marina di Casamicciola e dell’Amca, ovvero le due società partecipate del Comune termale. Secondo l’architetto, da due anni l’Amca non ha fornito documentazione sul “controllo analogo”, che andava effettuato dagli uffici competenti. Per quanto riguarda il piano di risanamento di Marina di Casamicciola, il consigliere d’opposizione ha criticato la maggioranza, accusandola di nascondere ai dipendenti e alla cittadinanza che nel piano è prevista la liquidazione della società entro il prossimo 31 dicembre: «Noi – ha detto Mennella – proponiamo la rimessione in bonis della società, salvando i dipendenti». L’architetto ha anche contestato una voce di bilancio relativa a 700mila euro sotto la rubrica “altri proventi”, perché, secondo Mennella, “l’Amca non ha potestà di riscossione”.
Poi finalmente è stata la volta delle dichiarazioni di voto, con lo scontato “no” delle opposizioni, e il bilancio approvato per otto voti a quattro. Terminata la lunga discussione sul documento contabile, si è passati alle “comunicazioni”, durante le quali il dibattito si è sostanzialmente concentrato sul decreto-Ischia. Arnaldo ha chiesto cosa ne pensassero i consiglieri del provvedimento, ravvisando anche alcune criticità, come la mancanza di previsione di una proroga della sospensione dei tributi. L’ex sindaco ha anche rilanciato la possibile anomalia che vedrebbe il commissario Schilardi “spogliato” della nomina proprio dall’entrata in vigore del decreto. La discussione si è poi spostata sulle procedure percorribili dai cittadini per intervenire sulla manutenzione dei propri immobili, e gli effetti delle istanze di condono pendenti. Il sindaco ha comunicato ai presenti la sua partecipazione di domani all’incontro proprio con Schilardi e gli altri primi cittadini: un summit che dovrebbe tracciare le procedure attuative per cominciare la fase della ricostruzione. Secondo Castagna, il primo passo è la microzonazione del territorio, e poi riuscire a ottenere il contributo di ricostruzione per il maggior numero di cittadini.