CASAMICCIOLA E IL DIRITTO DI PATRONATO: PRIMA LE ELEZIONI, POI SI VEDRA’


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A Casamicciola il paradiso può attendere, il diritto di patronato pure, il bilancio un po’ meno e a voler essere un po’ maliziosi – ma neppure più di tanto, visto che poi i diretti interessati lo hanno detto senza mezzi termini e mettendo al bando la diplomazia – in questo momento la marcia di avvicinamento alla presentazione delle liste e successivamente alle elezioni amministrative in programma il 26 maggio hanno la precedenza su tutto il resto. Sarà per questo, forse, che sono da definire assolutamente “interlocutori” i contenuti di una nota che il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna e il presidente del consiglio comunale Vincenzo D’Ambrosio hanno indirizzato al vescovo d’Ischia, mons. Pietro Lagnese, avente ad oggetto “Parrocchia di Santa Maria Maddalena, diritto di patronato, riscontro”. Il testo è chiaramente lapidario: “In riferimento all’oggetto e facendo seguito alla nota di protocollo generale di questo ente al n. 4396 del 2 aprile 2019, con la presente si comunica che – attesa la complessità della problematica e l’imminente tornata elettorale per il rinnovo degli organi amministrativi di questo Comune – dopo che il presidente del consiglio comunale ha consultato i consiglieri di minoranza, si è del parere che è opportuno demandare ai nuovi consiglieri comunali ogni e qualsiasi determinazione in ordine all’oggetto. A nome di tutta la cittadinanza del Comune di Casamicciola Terme, le rinnoviamo i sentimenti di profonda gratitudine per la vicinanza in questi momenti di difficoltà”.

Insomma, questa è la risposta fornita al Pastore della Diocesi isolana, che in fondo appariva anche decisamente scontata e che era ormai pacifica soprattutto dopo che all’albo pretorio era stato pubblicato l’ordine del giorno di quello che presumibilmente sarà l’ultimo consiglio comunale dell’attuale amministrazione in carica. Che non prevedeva nessuna discussione sulla questione. Castagna e i suoi, di fatto, hanno preferito che a prendere delle decisioni e ad assumere le deduzioni del caso siano i soggetti politici che siederanno nel prossimo civico consesso, lasciare un “fardello” del genere in eredità è stato ritenuto quantomeno inopportuno. O forse, per essere un po’ più cattivelli, meglio approfittare della congiuntura cronologica e cogliere al balzo l’opportunità fornita dall’imminente appuntamento con le urne.