CASAMICCIOLA, IL PIO MONTE RESTA RIFUGIO DEI SENZATETTO


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Forse un giorno davvero arriveranno i tedeschi ad investire decine e decine di milioni di euro per riportare in auge e agli antichi (pardon, antichissimi) fasti una struttura che in tempi lontanissimi rappresentò una sorta di fiore all’occhiello dell’isola e che oggi invece è icona del degrado della stessa e in particolare di Casamicciola Terme. Nel frattempo, però, la situazione del Pio Monte della Misericordia resta per la verità di quelle davvero delicate, anche e soprattutto per quanto riguarda l’aspetto legato all’ordine pubblico come testimonia un episodio accaduto qualche giorno fa e che merita davvero di essere raccontato per capire come stiamo messi.

Una delegazione del Comune di Casamicciola, guidata dal sindaco Giovan Battista Castagna e dal responsabile dell’ufficio tecnico Agnese Cianciarelli, si era recata presso la struttura per un sopralluogo in compagnia di una storica dell’arte spedita sull’isola dalla Sovrintendenza di Napoli. Nel corso della passeggiata tra le rovine del complesso ci si è imbattuti in un’area in cui due soggetti – presumibilmente di nazionalità pakistana – avevano di fatto preso alloggio. Sistemando due letti, fili per poter stendere i panni dopo aver fatto il bucato e addirittura un cucinino con tanto di bombola di gas, non proprio il massimo viste le condizioni di sicurezza non proprio rassicuranti. Il primo cittadino ha subito invitato gli “ospiti” ad abbandonare l’area e ha tempestivamente chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto, con la consueta celerità, sono giunti i carabinieri della Compagnia di Ischia, guidati dal cap. Andrea Centrella. I militari dell’Arma si sono portati all’interno ed a quel punto hanno trovato una incredibile sorpresa: nella zona che conduceva all’alloggio “abusivo” c’è un cancello di ferro che i due extracomunitari avevano chiuso con un catenaccio prima di darsi presumibilmente alla fuga lasciando soltanto temporaneamente il complesso del Pio Monte.

Ovviamente la fuga dei due ha decisamente le ore o i giorni contati, dal momento che gli inquirenti non impiegheranno molto ad identificarli e soprattutto a valutare se sono in possesso dei regolari permessi di soggiorno e quant’altro (ma lo “sfratto” ci sarebbe a prescindere). Resta il fatto di un’area che avrebbe bisogno di essere inaccessibile dall’esterno e che già in passato è diventata la dimora di questi o quei soggetti, ma questo considerando la superficie del Pio Monte e tutte le zone d’accesso è un qualcosa di francamente improponibile.