DAL COMITATO “SALVIAMO ISCHIA PONTE” L’ULTIMATUM: “IL SINDACO IMPONGA LA CONCLUSIONE DEL PARCHEGGIO ENTRO SETTEMBRE”


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C.S. – L’avventura del Parcheggio della Siena ha avuto inizio molti anni fa. Fra non molto, spegneremo una decina di candeline! Se davvero così fosse, non sarebbero tante?

Se lo chiediamo all’avv. Santaroni, risponderà che non c’è problema e che al più presto l’opera sarà terminata, certo di avere ancora credibilità.

Se lo chiediamo al Sindaco d’Ischia, risponderà, sperando di farla ancora franca e scrollandosi clamorosamente da responsabilità che il ruolo gli attribuisce, che si tratta di edilizia privata e il Comune non c’entra!

Se lo chiediamo agli ischitani, a tanti ospiti, a chi ha un esercizio commerciale ad Ischia Ponte, ognuno risponderà che la pazienza ha un limite e che il limite è stato abbondantemente superato; che soprattutto, non è più accettabile il muro di omertà e di mistero che protegge l’opera.

Da più parti, infatti, non si hanno risposte chiare e  fondate.

La verità è che da lungo tempo siamo dinanzi ad un vero e proprio disastro

Alla “Siena”, alle porte del Centro storico di Ischia Ponte, l’ultimo polmone verde è stato distrutto, le acque del sottosuolo sono destinate ad essere irrimediabilmente prosciugate, da anni il mare riceve scarichi di natura misteriosa: tutto in nome di un progetto che non riesce a diventare realtà. Certo, si tratta di un’opera densa di difficoltà, ma tali difficoltà non possono essere affrontate né superate in un cantiere che conta un numero incredibilmente esiguo di operai e che per troppo tempo resta, stranamente, chiuso!

La verità è che sono gravi le responsabilità di chi ha avallato l’opera, di chi, alla Sovrintendenza e al Comune d’Ischia, ha firmato quelle concessioni che stanno per scadere e che dovrebbero diventare, per la Magistratura, oggetto di indagini.

Gli Ischitani hanno atteso fiduciosi una soluzione, ma ormai è stato superato ogni limite. Ora basta!

Al Sindaco d’Ischia, massima autorità sanitaria e tutore degli interessi comuni, che non può continuare a lavarsi le mani, facendo finta di niente e sostenendo che si tratta di un’opera privata, i sottoscritti chiedono di adottare una decisione responsabile, chiara e concreta:  la “Società Villa Miramare” concluda l’opera entro il prossimo mese di settembre o ripristini i luoghi.  Questo è il primo passo di un percorso che potrebbe essere forse lungo, ma che certamente, con la condivisione di cittadini, forze politiche e sindacali, associazioni di categoria, ambientalistiche, culturali, dovrà condurre a raggiungere una conclusione nell’interesse di tutti: per salvaguardare ciò che resta del patrimonio naturale della zona e salvare il salvabile, per difendere gli interessi economici di una zona sempre più isolata in un crescendo degrado; per impedire soprattutto, che qualcuno continui ad avallare l’operato di chi pensa solo a curare i propri affari.

Ischia, febbraio 2019

Comitato “Salviamo Ischia Ponte”