DEPURAZIONE, ENZO E DIONIGI: “L’IMPIANTO SI DEVE FARE”

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Alla missiva trasmessa dai sindaci isolani al Ministero dell’Ambiente, dove  si chiede di evitare la realizzazione dei depuratori previsti sul territorio (che peraltro sta andando per le lunghe e rischia di avere tempi biblici) e di installare delle condotte sottomarine,  mancano tuttavia due firme, quelle dei sindaci di Ischia e Barano ossia Enzo Ferrandino e Dionigi Gaudioso. Una circostanza, questa, che non ha mancato di suscitare qualche dubbio e perplessità soprattutto perché il sindaco che aveva assunto l’iniziativa, ovvero il primo cittadino foriano Francesco Del Deo, aveva predisposto gli autografi di tutti i suoi colleghi, nessuno escluso. Insomma, la sorpresa certo non è stata di poco conto ed allora abbiamo cercato di comprendere cosa fosse successo. La posizione di Ischia, territorio dove sorge il depuratore che servirà anche Barano, è chiara: l’opera è partita, è stata realizzata per il 55 per cento e dunque deve essere necessariamente ultimata. Il teorema è che un dietro front in questo particolare momento storico non avrebbe assolutamente senso. Tutt’al più che c’è anche un altro aspetto di natura burocratica che non può essere sottaciuto: il fondo sul quale sorgerà il depuratore è stato donato al Comune dalla famiglia Di Meglio (Dimhotels, per intenderci), che ad opera ultimata sulla parte soprastante e superiore dovrà realizzare un parco termale, per il quale esiste un progetto da un bel pezzo. Ed è chiaro che non si può pretendere che chi ha concesso il nulla osta per costruire il depuratore possa attendere “secoli” per vedere soddisfatti i propri interessi.

In questo ragionamento, ovviamente, Barano è legata a filo doppio con Ischia e non soltanto perché il Comune serve entrambe le municipalità. L’amministrazione del Comune collinare, infatti, sta cercando di farsi autorizzare dall’ente idrico campano un depuratore che possa essere installato sul territorio per il trattamento delle acque che finiscono poi nel Rio Corbore e giungono in forma “devastante” nelle acque del Lido di Ischia, come peraltro è accaduto anche di recente. Non è tutto, però, perché sempre Dionigi Gaudioso è al lavoro anche per farsi autorizzare la costruzione di un altro piccolo depuratore per le acque che provengono da Sant’Angelo e da Succhivo. Insomma, uno stato dell’arte da “work in progress” che nessuno dei due sindaci intende arrestare bruscamente o cancellare definitivamente. E c’è ancora un altro particolare da aggiungere: sia Enzo che Dionigi sono convinti di non essersi assolutamente posti in contrapposizione con i loro colleghi Castagna, Pascale, Del Deo e Caruso e questo per un motivo molto semplice. A differenza di Ischia, dove i lavori come detto sono a metà dell’opera, i depuratori di Casamicciola (che servirà anche Lacco Ameno) e Forio (utile anche alla causa di Serrara Fontana) sono ancora nella fase di progettazione e dunque la mancata costruzione degli stessi non si rivelerebbe certamente un handicap, tutt’altro. A proposito di condotte, Enzo Ferrandino ha anche un altro asso nella manica: secondo quanto trapela dagli uffici comunali, al netto del funzionamento e dell’ultimazione del depuratore, con un investimento non eccessivo (pare non superiore ai centomila euro) ci si potrebbe comunque collegare alla condotta che scarica a distanza di sicurezza ed in fondali profondi centinaia di metri.