FALSO E CORRUZIONE, CHIESTO L’ARRESTO PER LUIGI CESARO

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Corruzione propria, falso ideologico in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio. Per questi reati, ieri mattina la Polizia e a Guardia di Finanza  hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari , emesse dal GIP del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica. I destinatari dei provvedimenti sono imprenditori, funzionari pubblici e liberi professionisti.  Altre due ordinanze cautelari degli arresti domiciliari sono state emesse nei confronti del senatore Luigi Cesaro e dell’onorevole Antonio Pentangelo, per i quali l’esecuzione dell’ordinanza è stata sospesa dal GIP in quanto parlamentari, con richiesta delle autorizzazioni a procedere presentate a Camera e Senato. E’ stato anche disposto il sequestro preventivo delle somme di denaro ed altri beni, costituenti il prezzo dei reati di corruzione.

Le indagini hanno consentito di accertare un ramificato sistema di corruzione di esponenti politici e pubblici ufficiali ad opera dell’imprenditore Adolfo Greco , in relazione al progetto di riconversione del complesso industriale dismesso ex CIRIO in Castellammare di Stabia. Il Greco, dopo aver presentato al comune stabiese un progetto di recupero e riqualificazione dell’area suddetta, ha messo in atto una serie di strategie evinte dalle indagini condotte, al fine di ottenere la suddetta riconversione dell’ex complesso CIRIO. In particolare, il Greco ha tentato, dapprima di ottenere la modifica della legge regionale 35/87 ostativa alla realizzazione dell’intervento, accordandosi con il consigliere Mario Casillo –  capo gruppo del PD – e poi, a seguito di tale iniziale fallimento, sempre d’intesa con i medesimi soggetti tra cui il Casillo, ha ottenuto la modifica della legge Regionale n. 19/2009. A seguito di tali modifiche normative, il Greco ha ottenuto il rilascio del permesso a costruire dall’architetto Maurizio Biondi, nominato – non a caso – commissario ad acta per il rilascio del permesso. Le indagini investigative hanno infatti accertato che il commissario Biondi era legato da uno stretto rapporto, personale e professionale, a Cesaro Luigi e al figlio di questi con cui condivideva lo studio professionale. Quale corrispettivo di tale nomina pilotata, il Greco ha corrisposto un orologio di ingente valore al Vice Presidente della Provincia di Napoli Antonio Pentangelo; la somma di 10.000 euro a Cesaro Luigi e sostegno alla campagna elettorale del figlio di quest’ultimo; nonché 12.000 euro al Biondi dal quale ha poi dunque ottenuto il permesso a costruire.