Femminicidio: riconoscere la violenza prima che diventi irreversibile

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Controllo, dipendenza, isolamento e segnali di rischio nella violenza

contro le donne

Il femminicidio rappresenta l’esito più estremo di una violenza che, molto spesso, non nasce

improvvisamente. Prima dell’aggressione fisica possono esserci mesi o anni di controllo,

svalutazione, isolamento, minacce, gelosia ossessiva e progressiva limitazione della libertà

personale.

Il fenomeno può essere analizzato dal punto di vista psicologico e relazionale, ponendo

particolare attenzione ai segnali che possono precedere l’escalation della violenza e alla

necessità di riconoscerli precocemente.

La Dott.ssa Giusi Ancora, Psicologa e Psicoterapeuta, sottolinea:

«Una relazione violenta non coincide necessariamente, almeno all’inizio, con la violenza

fisica. Il controllo del telefono, degli spostamenti, delle amicizie, del modo di vestirsi o

delle disponibilità economiche può essere presentato come attenzione, gelosia o amore.

Quando però il controllo diventa sistematico e limita l’autonomia della persona, ci troviamo

di fronte a una dinamica di sopraffazione.

Un elemento particolarmente importante è l’isolamento progressivo della vittima. La donna

può essere allontanata dagli amici, dalla famiglia e dai propri punti di riferimento, fino a

trovarsi in una condizione di forte dipendenza emotiva, economica o psicologica. A questo

possono aggiungersi svalutazione, colpevolizzazione e alternanza tra aggressività e momenti

di apparente pentimento.

È importante comprendere anche perché uscire da una relazione violenta possa essere

estremamente difficile. Paura, minacce, dipendenza economica, presenza di figli, vergogna e

speranza che il partner possa cambiare possono contribuire a mantenere la vittima

all’interno della relazione. Per questo è fondamentale evitare giudizi semplicistici come:

“Perché non se ne è andata prima?”

Particolare attenzione deve essere riservata ai momenti di separazione o tentativo di

allontanamento, che possono rappresentare fasi particolarmente delicate quando il partner

violento percepisce di perdere il controllo sulla relazione.

Contrastare il femminicidio significa quindi intervenire prima dell’evento estremo: educare

al rispetto, riconoscere i comportamenti di controllo, ascoltare senza giudicare e costruire

una rete efficace tra famiglia, professionisti, servizi territoriali e istituzioni.Il messaggio centrale è chiaro: gelosia, possesso e controllo non sono forme d’amore. Una

relazione affettiva sana presuppone libertà, rispetto, autonomia e riconoscimento dell’altro

come persona.

Prevenire la violenza significa imparare a riconoscerla quando è ancora fatta di parole,

minacce, isolamento e paura, prima che possa trasformarsi in qualcosa di irreversibile.»