La Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) ha presentato per la seconda volta opposizione alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla frana che il 26 novembre 2022 colpì Casamicciola Terme, causando dodici vittime e ingenti danni al territorio. Secondo il presidente Antonello Fiore, la tragedia non può essere attribuita esclusivamente alle eccezionali precipitazioni, ma è il risultato di anni di mancata prevenzione, incuria e carenze nella gestione del rischio idrogeologico. La SIGEA ritiene necessario proseguire le indagini attraverso una nuova perizia tecnica, sostenendo che il terreno fosse già saturo d’acqua dopo oltre 310 millimetri di pioggia caduti nel mese precedente e che il dissesto fosse quindi prevedibile. L’associazione evidenzia inoltre che l’allerta arancione diramata il 25 novembre avrebbe richiesto interventi immediati, come il monitoraggio dei valloni e l’evacuazione preventiva della popolazione, ostacolati anche dall’assenza di un Piano di Protezione Civile aggiornato. Tra le possibili cause vengono indicate anche la scarsa manutenzione del reticolo idrografico, l’interramento delle storiche opere di regimazione e il restringimento dei fossi, fattori che avrebbero aggravato gli effetti della colata di fango proveniente dal Monte Epomeo. La nuova iniziativa della SIGEA si inserisce nel procedimento aperto dalla Procura di Napoli, che l’8 giugno ha presentato una seconda richiesta di archiviazione. Tuttavia, nel dicembre 2025 il giudice per le indagini preliminari Nicola Marrone aveva già respinto una precedente richiesta, ordinando ulteriori accertamenti per chiarire le eventuali responsabilità di amministratori e tecnici coinvolti nella gestione del territorio. Il magistrato aveva infatti ritenuto indispensabile approfondire aspetti legati alla manutenzione dei valloni, dei boschi, dei fossi naturali e dei tradizionali muretti a secco, oltre a valutare il ruolo delle piogge precedenti all’evento. L’obiettivo rimane quello di accertare con precisione le cause del disastro, rendere giustizia alle dodici vittime e individuare gli interventi necessari per evitare che tragedie simili possano ripetersi.



