FURGONE DELLA BARANO MULTISERVIZI FERMATO PER RADIOATTIVITA’


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Per fortuna è stato un falso allarme. Un furgone della Barano multiservizi è stato bloccato giovedì notte presso lo Stabilimento di Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti di Giugliano in Campania. All’ingresso del grande impianto di trattamento di rifiuti solidi urbani il porter ricolmo di rifiuti provenienti da Barano ha fatto scattare gli allarmi del rilevatore di radioattività, dispositivo presente all’ingresso del grande impianto posizionato nella periferia di Napoli che accoglie, ogni notte le tonnellate di rifiuti prodotti sull’isola. Gli operatori dell’impianto hanno provveduto immediatamente ad attivare le procedure di sicurezza che scattano quando i rilevatori degli agenti radioattivi vanno in funzione. I delicati sensori sono posti all’ingresso dell’impianto per preservare non solo la salute dei numerosi dipendenti che ogni giorno garantiscono che le tonnellate di rifiuti vengano trattate, ma anche per impedire che i pericolosi residui possano contaminare la zona dei lavori e dello smaltimento dei rifiuti.

I sensori sono stati quindi attivati da sostanze radioattive provenienti dall’isola d’Ischia. Ma non c’è da preoccuparsi, nonostante l’isola abbia una lunga storia di  blanda radioattività che la caratterizza, le caratteristiche fisiche connaturate all’isola c’entrano ben poco. A far scattare l’allarme, come accade nella maggior parte dei casi in cui il rilevatore di radioattività viene attivato, sono stati rifiuti ospedalieri che andrebbero smaltiti con maggiore cura.

L’arrivo di residui radioattivi agli stabilimenti non è così raro come si potrebbe pensare e racconta storie di malattie affrontate con i mezzi più potenti che la medicina dispone per curare patologie molto serie.  Succede così che lo iodio 131, il principale fattore rilevato dai sensori degli stabilimenti di trattamento rifiuti,  proviene dagli ausili utilizzati per gestire l’incontinenza degli anziani. Si tratta insomma di pannoloni utilizzati da persone che stanno effettuando importanti trattamenti contro patologie probabilmente tumorali. Che nei rifiuti urbani ci possano essere tracce di radioattività è quindi del tutto normale. Sono derivati di attività diagnostiche, come i raggi o di terapie con radioisotopi. Ma gli operatori che hanno a che fare inconsapevolmente con questi rifiuti cosa rischiano? In realtà nulla perché il grado di radioattività è così basso da non comportare nessun rischio per la salute e nemmeno per la popolazione quando questo rifiuto viene incenerito dato che i filtri presenti sulle ciminiere abbattono ogni tipo di contaminazione.