GIOSI A CUORE APERTO: IL MIO 2018 E L’ADDIO A PAPÀ


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DI GIOSI FERRANDINO

Non dobbiamo avere paura di mostrare i nostri sentimenti, come valori attraverso cui migliorare la nostra società.
Questo 2018 per me è stato un insieme di sentimenti contrastanti. La gioia e la responsabilità di essere approdato al Parlamento Europeo è stata offuscata dalla scomparsa di mio padre.
Era la mia colonna, il collante della mia famiglia. Intelligente, determinato. Un uomo che aveva voglia di vivere anche a 81 anni, che aveva voglia di godere con mamma, me, Massimo e Lina, i miei fratelli, i sacrifici di una vita. Un uomo che amava i suoi nipoti, che a modo suo, come solo i nonni sanno fare, cercava di indirizzare nella vita, di trasformare in donne e uomini capaci di lasciare un segno, di essere cittadini attivi, consapevoli, coscienti.
Sono questi gli insegnamenti che mi porterò dentro, questo il ricordo che conserverò di lui e che mi impegno a trasmettere.
Sono questi gli ideali che cercherò di difendere, in un’epoca in cui gli ideale sembrano essere diventati una brutta parola ma che, invece, continuano a essere fondamentali affinché ognuno di noi possa orientarsi in una società che si muove veloce come non mai e che cambia alla velocità di un bit, affinché ognuno possa scegliere la persona che vuole essere. Affinché ognuno possa lottare per lasciare alle prossime generazioni un mondo migliore, una società più equa, solidale, unita.
Io spero che sia questo il Mondo che lascerò in eredità ai nostri figli, in un Continente che possa vedere finalmente compiersi quel grande progetto europeo che era il sogno di grandi italiani come Altiero Spinelli, Aldo Moro, Enrico Berlinguer. Sono tre tra i tanti, che cito per ricordare la grande tradizione democratica, europea, solidale dell’Italia. Sono tre dei miei riferimenti culturali, che hanno segnato la mia vita e probabilmente quella della stragrande maggioranza di voi. Che hanno reso grande l’Italia. Come ognuno di voi e come don Peppino, mio padre.
Non dimentichiamo ciò che siamo, non dimentichiamo la nostra storia, le sofferenze e le rinunce che abbiamo dovuto sopportare, noi italiani, in un passato che è molto più vicino di quello che le nuove generazioni possano immaginare.
Non stanchiamoci di trasmettere a loro ricordi, conoscenza e sapere affinché possano capire, affinché non dimentichino chi siamo e da dove veniamo.
Non stanchiamoci di essere italiani, un popolo fiero e indomito, orgoglioso di appartenere a quella grande famiglia che si chiama Unione Europea. Buon 2019 a tutti. Vi voglio bene!