I PESCATORI PROCIDANI: NESSUN RISCHIO SULLE ALICI


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In un articolo pubblicato ieri dalla Vostra testata (Procida e le alici alla formalina: leggenda o realtà) si leggono, tra le altre, affermazioni del tutto generiche, si ignora a quale operatore riferite, circa un preteso trattamento con formalina di “alici”, idonee a gettare immotivatamente discredito su un’intera categoria di lavoratori che hanno appena ripreso l’attività di pesca e vendita, dopo il noto periodo di fermo biologico nel mar Tirreno, e che mai hanno “trattato” o “trattano” alici o altro pesce né con formalina, né con altri sistemi, contrariamente a quanto allusivamente afferma l’autore dell’articolo stesso.

Poiché, pertanto, la notizia – nei termini insinuantie suggestivi in cui è presentata – per quanto riguarda gli operatori procidani che rappresento è destituita di qualsiasi fondamento e, con la sua valenza implicitamente diffamatoria, ha causato e sta causando un danno ingiusto, nonché irreparabile, a tutti loro, nella qualità di Presidente del Consorzio pescato procidano, cui aderisce la totalità degli operatori locali nel settore della pesca e della vendita del pescato, Le chiedo, ai sensi dell’art. 8 della legge sulla stampa, di far inserire nella testata che dirige e con le modalità ivi stabilite, la mia presente richiesta di rettifica e precisazione nella sua integralità, riservandomi ogni ulteriore azione nelle competenti sedi.

 

GIUSEPPE MAMMALELLA

PRESIDENTE CONSORZIO PESCATO PROCIDANO