IDROAMBULANZE ALL’ASL NA 1, CONTRARI I SINDACATI E IL PERSONALE

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Nuove polemiche nella sanità delle isole di Ischia e Procida.  Sindacati e personale medico, infatti, in queste ore, sono sul piede di guerra a causa delle ultime recenti decisioni adottate dalla Regione Campania e l’Asl Napoli2 Nord, per quanto riguarda la gestione del servizio di idroambulanza di Ischia e Procida. Lo scorso 18 Giugno, infatti, come riportato anche sulle colonne di questo giornale, il presidente della Regione Campania, nonché commissario ad Acta alla sanità, Vincenzo De Luca ha firmato un decreto ad hoc con il quale ha assegnato la gestione delle motovedette  attrezzate per il suddetto servizio per le due isole campane, all’Asl Napoli2 Nord, servizio che fino a poco tempo fa era, invece, affidato in parte, all’Asl Napoli1 Nord,per quanto riguarda la gestione operativa, e in parte, per la gestione tecnica, alla Capitaneria di Porto. Il nuovo modello organizzativo predisposto dalla Regione di comune accordo con il direttore generale dell’Asl Napoli2Nord, Antonio D’Amore al fine di ottimizzare le comunicazioni e i tempi della gestione dei soccorsi, non sembrerebbe però aver trovato il beneplacito del personale medico dell’AslNapoli2 Nord e dei sindacati che hanno espresso tutta la propria contrarietà nel vedersi accollare  un  servizio che rappresenterebbe  soltanto un ulteriore aggravio di lavoro per un personale già fortemente penalizzato sia dallo scarso numero di risorse in servizio sia dai mezzi inadeguati.  Nelle scorse ore è stato così indirizzata una nota  al direttore generale D’Amore, al direttore sanitario Virgina Scafarto e ai vertici del dipartimento del 118 dell’azienda sanitaria napoletana e che preannuncia un clima decisamente agitato.

«Si apprende  dalla stampa – si legge nella nota in questione – e non attraverso le consuete e formali comunicazioni tra OO. SS e azienda, che la gestione delle idroambulanze di Ischia e Procida  è stata assegnata all’Asl Napoli2 Nord . Nel chiedere conferma di quanto, ci preme informarvi, che tale gestione operativamente ricade nelle attività della centrale operativa  con aggravio delle responsabilità e del carico di lavoro dell’infermiere-operatore.  Tale attività  si aggiunge alle numerose altre avviate dalla direzione  sanitaria-rete ima, rete stroke, gestione posti letto,oltre l’attività  di Dispatch che è intrinsecamente caratterizzata da elevata responsabilità professionale.  Tutto ciò in un periodo di progressivo  depapeurammento delle risorse umane  almeno tre unità infermieristiche negli ultimi2 anni, in meno, due tecnici esperti che operavano alle 12ore e una unità amministrativa) ,ai rimpiazzate nonostante le ripetute sollecitazioni e denunce da parte delle sigle sindacali. Da aggiungere lo stato di abbandono e degrado delle risorse strutturali e tecnologiche  come gli spazi inadeguati, sporchi, episodiche infestazioni, incremento dell’inquinamento acustico, display obsoleti e device guasti e mai sostituiti».

«Per quanto ci riguarda- hanno proseguito i sindacati-  siamo fermamente contrari a questo ulteriore aggravio di attività in assenze di risposte concrete rispetto al numero di infermieri e l’adeguamento strutturale della centrale operativa.  Gli operati diligentemente, ma con grossa fatica, riescono a malapena a gestire le attività standard e non sono disposti ad un aggravio del carico di lavoro e delle connesse responsabilità . Il 118 in tutte le sue articolazioni, centrale operativa e postazioni territoriali, rappresenta il primo anello della catena di  sopravvivenza, la spina dorsale di ogni sistema sanitario, pertanto non sono tollerabili scelte aziendali  che ne minano la stabilità e il buon andamento». Sulla scia di queste parole le sigle sindacali hanno così annunciato la messa in campo di azioni di protesta. « In assenza di provvedimenti urgenti – hanno infatti concluso nella nota- tesi a risolvere le situazioni descritte, le scriventi OO.SS metteranno in  campo più pressanti forme di protesta».