Un appello forte e carico di preoccupazione arriva alla vigilia dell’assemblea del Cisi, convocata per oggi presso la sala consiliare del Comune di Ischia, con la partecipazione dei sindaci dei sei Comuni isolani o dei loro delegati. Al centro del confronto c’è soprattutto la grave situazione finanziaria di EVI, alle prese con un’esposizione debitoria che sfiora i nove milioni di euro e con il mancato accordo su una possibile transazione e rateizzazione. Proprio nelle ore che precedono l’incontro, è intervenuta una nota delle Rappresentanze sindacali unitarie di EVI spa, Femca-Cisl e Filctem-Cgil, che lanciano un allarme sulla tenuta economica dell’azienda e dello stesso Consorzio CISI, socio unico. I sindacati ricordano che il debito, superiore agli otto milioni di euro, è legato alle forniture idriche acquistate obbligatoriamente dalla Regione Campania. Secondo quanto riferito dalla Direzione regionale competente, con una chiara volontà politica sarebbe possibile rivedere l’attuale quadro, arrivando anche a una riduzione dell’importo e a una dilazione sostenibile del residuo. Da qui l’appello ai sindaci affinché assumano un’iniziativa istituzionale forte, capace di aprire un confronto diretto con la Regione. I tempi, sottolineano le sigle sindacali, sono strettissimi e il rischio concreto è che, nel processo di riorganizzazione del servizio idrico a livello provinciale, EVI venga estromessa, perdendo la gestione a favore di soggetti esterni. Uno scenario che avrebbe ricadute pesanti sia sulla qualità del servizio sia sul futuro occupazionale dei lavoratori. La scomparsa di EVI, avvertono le RSU, significherebbe difficoltà operative immediate e un grave problema sociale. Per questo l’invito alla politica isolana è di cogliere questa occasione e intervenire con decisione per tutelare il servizio idrico e i livelli occupazionali.



