IL MONITO DI LAGNESE: SINDACI E ASL NON DIMENTICHINO VILLA MERCEDE

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Ecco la lettera con cui il vescovo Lagnese risponde ai familiari dei degenti di Villa Mercede che lamentavano le svariate carenze nella residenza per anziani di Serrara Fontana:

Carissimi,
vi sono grato per il puntuale aggiornamento che mi fornite in merito alla
situazione dei vostri amati familiari, ospiti della RSA di “Villa Mercede”.
Con sommo rammarico constato che persiste per loro lo stato di grave
emergenza e che le criticità, sorte a seguito della pandemia da Covid-19,
continuano a intensificarsi a causa dell’inadeguatezza numerica degli operatori
attualmente impiegati nella struttura.
Mi riferite che per i 16 degenti, ad oggi ospiti di Villa Mercede – molti dei
quali non autosufficienti – sono in servizio soltanto due operatori socio-sanitari e
un infermiere per turno, mentre risulta del tutto assente la figura tanto preziosa
dell’animatore.
Come è possibile, in queste condizioni, offrire ai nostri cari ospiti di Villa
Mercede un’assistenza dignitosa e adeguate cure sanitarie?
Condivido la vostra preoccupazione e mi unisco a voi in questo momento
nel quale siete particolarmente in ansia per i vostri cari. Leggendo la vostra lettera
mi è tornato alla mente un pensiero che spesso mi accompagna: potremmo
trovarci noi, domani, al posto dei vostri familiari; oppure potrebbero esserci i
nostri cari: in quel caso, cosa proveremmo?
Non entrando nel merito delle diatribe legali, terminate le quali saranno
affidati i servizi e la gestione della RSA a una cooperativa che dovrà garantire la
completa ed adeguata assistenza degli ospiti, in questo momento particolare
ritengo necessario che si intervenga al fine di assicurare ai degenti il personale

idoneo in numero sufficiente. Chiedo pertanto che si provveda a ciò in tempi
brevi.
Rinnovo inoltre la richiesta di favorire, appena possibile, incontri periodici
regolari dei familiari con gli ospiti di Villa Mercede – ovviamente sempre nel
rispetto delle vigenti normative anti-Covid – al fine di mantenere vivo con loro
un legame affettivo, necessario sempre, ma ancor più fondamentale in un
momento così difficile e delicato come quello che essi stanno vivendo. Come ho
avuto già modo di sottolineare, penso che la mancanza quotidiana di affetto da
parte dei parenti sia un disagio che certamente non fa bene alla salute dei degenti.
Carissimi, ritengo mio dovere intervenire in questa vicenda. Ribadisco
perciò con fermezza l’impegno mio e di tutta la Chiesa di Ischia a essere voce di
chi non ha voce e, nello specifico, a sostenervi nell’adoperarvi al fine di vedere
tutelati i vostri cari nei loro diritti fondamentali.
Faccio pertanto nuovamente appello alla Direzione Generale dell’Asl
Napoli2 Nord, con la quale sono in continuo contatto, affinché possano trovare
sicura accoglienza le richieste delle famiglie degli ospiti di “Villa Mercede”.
Con la presente, rivolgo pure un ulteriore invito ai sei Sindaci dei comuni
della nostra Isola, perché, in un momento di grave crisi sociale come quello che
stiamo vivendo, abbiano una costante attenzione per le persone più deboli del
nostro territorio. Come buoni padri di famiglia delle comunità dell’isola d’Ischia,
siate per tutti accorte sentinelle: soprattutto per i più fragili.
Assicuro ai nostri cari anziani di Villa Mercede, a voi tutti loro familiari, agli
operatori della struttura e agli amministratori e funzionari dello Stato, la mia
povera preghiera e tutti affido alla protezione della nostra Madre dolcissima,
Maria SS.ma Regina dell’Isola d’Ischia.
Dio vi benedica!
Ischia, dalla Sede Vescovile, addì 15 ottobre 2020

 Pietro Lagnese
Vescovo di Ischia