Il restauro della Basilica di Santa Maria di Loreto a Forio

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Il percorso di ricostruzione e tutela del patrimonio storico dell’isola d’Ischia compie un passo fondamentale con l’avvio della fase esecutiva per i lavori di consolidamento e restauro della Basilica Pontificia di Santa Maria di Loreto a Forio. Attraverso una determinazione del Settore Beni Culturali del Comune, guidato dall’architetto Giampiero Lamonica, sono stati ufficialmente affidati gli incarichi tecnici necessari al cantiere, finanziati dalle risorse straordinarie destinate alla ricostruzione dell’isola. La direzione dei lavori è stata assegnata all’architetto Massimiliano Mattera per un importo di 20 mila euro oltre IVA, mentre il coordinamento della sicurezza in fase esecutiva è stato affidato al geometra Giuseppe Iacono per 12.300 euro. L’operazione comporta un investimento totale pari a 36.700 euro, cifra comprensiva di tutte le imposte e degli oneri previdenziali. Oltre agli aspetti tecnici ed economici, l’intervento riveste un significato profondo per l’intera comunità, poiché l’edificio rappresenta un punto di riferimento fondamentale per l’architettura, la storia e la devozione del centro di Forio. La gestione del progetto ha visto un importante cambio amministrativo: inizialmente in capo al Segretariato Regionale del Ministero della Cultura, il ruolo di soggetto attuatore è stato trasferito direttamente al Comune di Forio mediante le ordinanze speciali del Commissario Straordinario. L’opera riporta l’attenzione sull’urgenza di tutelare i beni culturali, dimostrando come il rinvio delle manutenzioni ordinarie finisca per trasformare la salvaguardia in interventi straordinari ben più complessi e onerosi. In un contesto territoriale caratterizzato da spiccata fragilità sismica e idrogeologica, la conservazione di tali strutture costituisce un elemento essenziale di resilienza urbana e sociale. Sebbene l’avvio delle procedure giunga a quasi un decennio dagli eventi sismici, l’avvio delle attività tecniche rappresenta un banco di prova decisivo per la capacità delle istituzioni locali di trasformare i fondi pubblici in opere concrete e tempestive, garantendo la conservazione della memoria storica, religiosa e culturale dell’isola d’Ischia.