Immobile acquisito al patrimonio comunale a Forio, si chiude il contenzioso giudiziario

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Si conclude, almeno sotto il profilo del giudizio di ottemperanza, la lunga vicenda giudiziaria riguardante un immobile di via Calosirto a Forio. Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile il ricorso presentato da Antonio Pero contro il Comune, ritenendo venuto meno l’interesse a ottenere la demolizione dell’edificio, poiché l’amministrazione ha scelto di applicare la procedura prevista dall’articolo 31 del Testo unico dell’edilizia, destinando il fabbricato a finalità di interesse pubblico. La controversia aveva avuto origine nel 2016, quando fu annullata la concessione edilizia in sanatoria rilasciata a Giuseppe Calise. Successivamente Pero aveva denunciato il mancato rispetto della sentenza, ottenendo nel 2019 un ordine di demolizione con la nomina del Prefetto di Napoli come commissario ad acta in caso di inerzia del Comune. Nonostante l’emissione dell’ordinanza di abbattimento, il manufatto non venne demolito e il Consiglio di Stato ribadì nel 2023 che il giudicato poteva considerarsi eseguito solo con la concreta eliminazione dell’abuso. Nel frattempo il Comune avviò un diverso percorso amministrativo, acquisendo gratuitamente l’immobile al patrimonio comunale, irrogando le sanzioni previste e valutandone l’utilizzo per scopi pubblici. Il Consiglio comunale individuò come destinazione l’accoglienza delle famiglie sfollate, subordinando però il progetto agli interventi di messa in sicurezza del costone retrostante. In seguito il Comune entrò formalmente in possesso del bene, mentre il Commissario straordinario per l’emergenza Ischia manifestò interesse a utilizzare la struttura e a finanziare i lavori necessari, stimati in circa 376 mila euro. Nel novembre 2025 la Giunta approvò il progetto di adeguamento funzionale e venne ottenuta anche l’autorizzazione paesaggistica. Secondo i giudici questi atti dimostrano il concreto avanzamento della procedura e l’effettivo esercizio di una facoltà prevista dalla legge in alternativa alla demolizione. Eventuali contestazioni sulla legittimità delle decisioni comunali dovranno essere affrontate con un nuovo ricorso amministrativo. Il Consiglio di Stato ha inoltre respinto la questione di legittimità costituzionale sollevata dal ricorrente, dichiarando improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse e compensando integralmente le spese processuali, ponendo così fine a un contenzioso durato quasi dieci anni.