INFEDELTA’ PATRIMONIALE, DALLA DENUNCIA DELLA SORELLA A PROCESSO LA FAMIGLIA LAURO

7

Infedeltà patrimoniale in concorso. E’ questo il reato per il quale è stato disposto il processo presso il tribunale di Napoli (prima udienza fissata per il prossimo 4 ottobre) a carico di Salvatore Lauro, Maria Celeste Lauro, Maria Sole Lauro, Annamaria Lauro e Milena Di Pierri. Tutto nasce da una dettagliata denuncia sporta tempo fa da Rosaria Lauro e che ha portato all’apertura di una lunga e minuziosa indagine da parte dell’autorità giudiziaria. Di fatto gli imputati sono accusati di aver “dirottato” fondi dalla Alilauro alla Lauro.it, società che faceva capo all’ex senatore della Repubblica.

In particolare i quattro Lauro e la Di Pierri

I quattro Lauro e la Di Pierri, infatti, “stipulando e/o concorrendo alla stipula in data 30 ottobre 2010 del contratto di servizio con cui la Alilauro spa affidata alla Lauro.it mansioni afferenti la gestione amministrativa-finanziaria, la gestione commerciale e la gestione degli affari generali dell’azienda per il prezzo di euro 132.000 per l’anno 2010 e 122.000 per l’anno 2011; stipulando e/o concorrendo alla stipula in data 30 dicembre 2012 dell’addendum con cui si stabiliva che le medesime prestazioni sarebbero state retribuite in favore della Lauro.it con euro 504.000 oltre iva per l’anno 2012, euro 680.000 oltre iva ed una commissione del 2% per il volume d’affari oltre iva per gli anni 2013 e 2014 (la quota fissa addebitabile nel 2013 era però maggiore rispetto alla previsione contrattuale ovvero per euro 700.000) e in questi ultimi due anni in aggiunta, oltre alle citate quote fisse, addebitando alla Alilauro spa rispettivamente una quota variabile per intermediazione su vendite e politiche di marketing per euro 370.000 nel 2013 e per euro 200.000 nel 2014; nel 2015 – in assenza di una specifica pattuizione contrattuale – addebitando alla Alilauro la somma a titolo di quota fissa di euro 510.000; nel 2016 addebitando alla Alilauro una quota fissa pari ad euro 600.000 e in aggiunta provvigioni su vendite on line non documentate quanto alla loro origine e/o effettività per euro 131.000; nel 2017 addebitando alla Alilauro una quota fissa pari a euro 680.000 ed in aggiunta provvigioni su vendite on line non documentate quanto alla loro origine e/o effettività per euro 275.000; nel 2018 – in assenza di una specifica pattuizione contrattuale (nel verbale CdA della Alilauro del 31 maggio 2018 veniva inserita una bozza di contratto di servizio e di mandato mai formalizzata) addebitando alla Alilauro una quota fissa pari ad euro 642.000 ed in aggiunta provvigione per vendite on line non documentate quanto alla loro origine e/o effettività per euro 108.000; nel 2019, in virtù del nuovo contratto di servizio stipulato in data 28 gennaio 2019 addebitando a quest’ultima società la quota fissa pari ad euro 612.000”.