INPS, L’UFFICIO DI ISCHIA PONTE “RESPINGE” GLI UTENTI


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Quanto accaduto nei giorni scorsi presso la sede dell’INPS di Ischia Ponte ha francamente del surreale e lascia interdetti i cittadini oltre che mettere nella condizione gli stessi di porsi un inquietante interrogativo: che cosa ci sta ancora a fare sull’isola uno sportello dell’istituto di previdenza sociale se ormai ci si vuol limitare a stento a dire “buongiorno” all’utente che si reca in loco per soddisfare alcune esigenze o trovare risposte a determinate domande? La risposta, invero, è decisamente complicata anche perché dinanzi a certi atteggiamenti incomprensibili si resta oggettivamente di stucco. L’ultimo episodio, soprattutto laddove dovesse essere “clonato” (ed a riguardo sembrano esserci davvero pochi dubbi), potrebbe portare ad una vera e propria sollevazione popolare, con conseguenze allo stato nemmeno immaginabili.
Tutto nasce dalla segnalazione di un cittadino ischitano che si è recato presso la sede di un patronato. E al suo interlocutore ha esposto la disavventura che ha patito in prima persona: si era recato presso gli uffici dell’Inps per chiedere lumi sullo stato di avanzamento della sua pratica di indennità di disoccupazione, ma la risposta che gli è arrivata è stata francamente disarmante. Secondo quanto ha asserito l’uomo, il dipendente gli avrebbe riferito che questo tipo di informazioni non saranno più fornite dal personale in servizio presso l’ufficio di Ischia Ponte ma che per entrarne in possesso avrebbe dovuto dotarsi di un pin (codice di accesso) e scaricare un app. Un sistema veloce e confortevole con il quale poter essere sempre aggiornato in tempo reale sia tramite pc che attraverso smartphone o iphone. Tutto bello, bellissimo, addirittura splendido, se non fosse per un dettaglio o per una serie di considerazioni invero tutt’altro che rilevanti. La prima: sull’isola vengono presentate annualmente qualcosa come circa novemila domande di disoccupazione, arrotondate certo per difetto piuttosto che per eccesso. Vuoi vedere che davvero c’è bisogno di dotarsi di altrettanti pin? E come la mettiamo con coloro che magari non sono talmente tecnologici da poter effettuare un’operazione del genere (e ad Ischia come nel resto d’Italia non parliamo certo di quattro gatti?).
Abbiamo provato a raccogliere alcune info, ed in particolare a comprendere se il diniego a fornire questo tipo di notizie all’utenza sia un provvedimento valido anche altrove e soprattutto sia stato calato dall’alto. E i riscontri che abbiamo ottenuto, ad onor del vero, sono stati a dir poco “imbarazzanti”. A quanto abbiamo appreso, infatti, non esiste alcuna disposizione di servizio fatta dai vertici provinciali né tantomeno dall’ufficio di Pozzuoli dal quale dipende quello di Ischia Ponte. Quindi, a voler sintetizzare il concetto, non ci sono dubbi sul fatto che ci troviamo dinanzi ad un’iniziativa autonoma ed arbitraria da parte della struttura che insiste sull’isola verde. Il che rende tutto ancor più fastidioso, per usare un eufemismo. A rimetterci come sempre è il cittadino dal momento che il patronato che lo rappresenta non può entrare in possesso di una serie di informazioni che può e deve dare soltanto l’Inps. Insomma, a voler pensar male – alla andreottiana maniera – l’impressione è davvero che si voglia creare un disservizio sul territorio. Il che certamente non rende più simpatica una intera struttura che tra l’altro, e questo non va dimenticato, occupa un immobile di proprietà comunale senza nemmeno pagare il fitto, e non certo da ieri mattina, giusto per essere precisi. E poi ci si prende anche la briga di allontanare la gente, roba assolutamente inaccettabile. La speranza è che ci possa essere un repentino “dietrofront” rispetto a questi atteggiamenti ostracistici, che alla lunga potrebbero portare qualcuno a rivolgersi alle forze dell’ordine e a sporgere una denuncia. Insomma, l’impressione è che qualcuno abbia davvero deciso di togliere le tende e andarsene dall’isola. Se davvero è così sarebbe opportuno dire chiaramente come stanno le cose. E non aspettare anche che qualcuno li cacci via.