ISCHIA E IL MATRIMONIO DIFFUSO: LE LOCATION DA SOGNO DIVENTANO SUCCURSALI DEL MUNICIPIO

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La Giunta comunale di Ischia ha scelto all’unanimità di aprire nuove strade al rito civile, approvando le linee guida che istituiscono uffici di stato civile “diffusi”, capaci di spostarsi fuori dal Municipio. La delibera del 4 settembre 2025, proposta dal Servizio 3 e firmata dal sindaco Vincenzo Ferrandino, punta a valorizzare il territorio e rafforzare l’offerta turistica, portando matrimoni e unioni civili in alberghi di almeno quattro stelle e in luoghi di pregio storico o ambientale. La tariffa fissata è di 1.500 euro, a carico degli sposi, per coprire i costi della macchina amministrativa che si trasferisce altrove.

Dietro la scelta c’è l’idea di una Ischia che non limita il rito alla casa comunale, ma lo proietta su terrazze vista mare, giardini storici, sale antiche che profumano di pietra e di sale. Così, una mattina qualunque, l’ufficiale di stato civile arriva puntuale con la cartella, bandiere e drappi vengono sistemati, e per un’ora e mezza quella sala diventa a tutti gli effetti un’istituzione pubblica. Gli invitati entrano senza ostacoli, i passanti si fermano a osservare, e la città sembra condividere il momento.

Il meccanismo è semplice ma rigoroso: i proprietari di hotel, torri o parchi concederanno gli spazi in comodato gratuito, senza affitti né compensi, ottenendo in cambio visibilità e un calendario organizzato dal Comune. Restano a loro carico ospitalità e servizi privati, mentre l’amministrazione garantisce decoro, sicurezza e chiarezza procedurale.

Per gli sposi la novità è soprattutto emotiva: poter scegliere un luogo simbolico senza rinunciare alla forma ufficiale. Le regole restano — giorni, orari, tempi prestabiliti — ma il tono cambia. L’isola diventa palcoscenico sobrio e suggestivo, e il Comune il regista discreto di un rito che si intreccia con paesaggio, tradizione e identità.