ISCHIA E LA MANDRA: PROBLEMA IRRISOLVIBILE O UCCELLO DEL PARADISO?


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DI ENNIO ANASTASIO

Chissà perché alcuni problemi che si vivono sul territorio sembrano essere diventati irrisolvibili tanto da raffigurare una forma di rassegnazione, ed è forse questa l’unica soluzione che si è riuscita a formulare intorno ad una parte diventata malata da tempo, proprio perché non  considerata prioritaria  e bisognevole di cure, rimandando tutto alla forza degli anticorpi. Parliamo della Mandra, un angolo felice e sicuramente molto suggestivo della nostra isola, ma dove permane da anni uno spettacolo di inciviltà rappresentato dall’enorme pantano di acqua piovana che si forma al suo ingresso, in corso Vittoria Colonna, all’altezza del rinomato ristorante “O Sole mio”. Un pantano così tanto copioso da superare, in diverse occasioni, l’altezza del marciapiede che diventa quindi impraticabile per gli stessi pedoni, il più delle volte costretti  a retrocedere. Le auto invece procedono lentamente cercando di varcare il “guado” quando possibile, con l’acqua che rasenta la scocca inferiore, ma spesso il dietro front è obbligatorio, soprattutto per le piccole utilitarie. La piccola  grata di appena 40 cm posta al centro della strada che dovrebbe raccogliere un vero fiume, in poche ore si ricolma di fango e foglie, ed i disagi e i pericoli dell’acqua alta non tardano ad arrivare. Risolvere il fenomeno dell’allagamento della strada prospiciente la Mandra sembra essere diventato il “problema” irrisolvibile, o forse qualcosa di irraggiungibile, quasi come a voler  acchiappare l’uccello del paradiso. Colpisce il fatto che si siano intraprese a poche centinaia di metri opere futuristiche di alto livello ingegneristico e che non si siano trovate delle soluzioni adeguate ai cittadini che, poveretti, hanno bisogno di risposte ai problemi di tutti i giorni, compreso quello dell’acqua alta in strada, che può sembrare banale, ma non ti permette di rincasare.

Salvatore è un residente storico della zona, la sua testimonianza può raccontare qualcosa in termini di esperienza dei luoghi: “quando hanno fatto i lavori alla strada, diversi anni fa, non hanno tenuto conto di come il mare alzi il suo livello nei diversi periodi, e questo anche più di due volte in un mese; noi diciamo “acqua secca” e “acqua piena”, in pratica la griglia può  andare bene, se viene pulita spesso, ma il canale non è più quello naturale di un tempo perché è stato sostituito da un tubo che arriva a mare,dalla spiaggia, e molte volte quest’ultimo è pieno di sabbia per il mare mosso, ecco perché l’acqua piovana della strada si blocca e si forma il pantano”. Una strada da percorrere dunque, ma con la volontà di non volersi fermare ad un semplice intervento manutentivo di pulizia, che durerebbe pochi giorni, bensì ad un’analisi della parte strutturale che incanala il flusso piovano e che non trova via di sbocco, probabilmente per i motivi prima descritti. Soluzioni che richiedono impegno amministrativo per i luoghi della Mandra che aspettano da troppo tempo un ritorno alla dignità e al valore che meritano.

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