ISCHIA, IL CONSIGLIO E QUEI 38 MILIONI DA RECUPERARE


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Sul prossimo consiglio comunale di Ischia pende una questione tutt’altro che marginale, quella che cioè vedrà impegnati i consiglieri a votare un importante documento contabile quale il bilancio. E quello del municipio di via Iasolino, ad onor del vero, presenta un dato che definire inquietante è poco. C’è una “posta”, infatti, che parla di una somma monstre da recuperare e legata al capitolo “imposte, tasse e proventi assimilati”. Di fatto, l’ente locale guidato dal sindaco Enzo Ferrandino deve recuperare qualcosa come circa quaranta milioni di euro, ad essere precisi 38.201.788,31 euro.

Numeri pesanti, generati da un passato che verosimilmente si perde nella notte dei tempi, impossibile credere che un’amministrazione che si sia insediata da meno di un anno possa aver prodotto uno “sfascio” del genere, a parte che parliamo di un fardello che storicamente ci si continua a portare dietro. Ma non c’è dubbio, alla stessa maniera, che ci troviamo dinanzi ad un modo di gestire il contenzioso oltremodo osceno, e quella mole di denaro deve necessariamente porre una serie di interrogativi. Il primo: sono una somma inserita nel bilancio, ma siamo certi che sia recuperabile nella sua interezza? E ancora, da dove arriva un fiume di soldi tanto imponente? E’ chiaro che diventa difficile dare una risposta precisa, ma tutti gli indizi – onestamente – portano a far pensare che gran parte dei mancati incassi siano da attribuire al ruolo della nettezza urbana, dove obiettivamente ci sarebbe una falla di diversi milioni di euro visto che sono molte le strutture i cui titolari avrebbero alzato bandiera bianca rinunciando a pagare il ruolo.