ISCHIA, RICORSO DEL COMUNE CONTRO IL SALASSO DA 350MILA EURO


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Era prevedibile che gli enti pubblici non sarebbero rimasti a guardare dopo il rigetto di un’opposizione e la conferma di una condanna a versare oltre seicentomila euro complessivi tra Ischia e Casamicciola per somme non erogate al Consorzio di Bacino per lo smaltimento dei rifiuti. Per adesso ci si è mossi dall’ente di via Iasolino, la stessa procedura da qui a qualche giorno sarà adottata anche nella cittadina termale. La giunta municipale guidata dal sindaco Enzo Ferrandino ha infatti votato la delibera avente ad oggetto “autorizzazione a proporre appello avverso la sentenza del Tribunale di Napoli Sesta Sezione Civile n. 2884/2019 del 27 febbraio 2019 e pubblicata il 18 marzo 2019. Nomina avvocato difensore”. Di fatto nell’atto votato dall’esecutivo nella sua completezza si ricorda che il giudice ha confermato il decreto ingiuntivo che venne emesso nel lontano 2008 dal Tribunale di Marano dichiarandone l’esecutività. Ischia, per la cronaca, dovrebbe versare circa trecentocinquantamila euro, non proprio bruscolini ed è per questo che è partita la controffensiva. Nella delibera si ritiene opportuno proporre appello avverso la sentenza al fine di tutelare ragioni ed interessi del Comune e per questo motivo si è deciso di conferire incarico legale all’avvocato Alessandro Barbieri chiamato adesso ad impedire che si verifichi un vero e proprio salasso alle casse dell’ente.

Nel frattempo, sembra come detto che anche Casamicciola seguirà lo stesso iter, scegliendo la strada del ricorso in appello per evitare il pagamento di oltre duecentocinquantamila euro. La delibera di giunta sarà redatta nei prossimi giorni e non è escluso che Alessandro Barbieri – anche per un criterio logico – potrebbe essere chiamato a difendere anche le sorti dell’ente dell’ex Capricho. La vicenda è stata raccontata nei giorni scorsi dal nostro giornale e rimanda decisamente indietro nel tempo. Nella recente sentenza del Tribunale Civile, infatti, si leggeva che “con ricorso del 27 maggio 2008 il Consorzio dei Comuni di Bacino Na1 dopo avere premesso di avere effettuato per una serie di Comuni, tra questi il Comune di Ischia e quello di Casamicciola Terme, lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dal 1995 al 1998, che il servizio di conferimento era stato effettuato dalla società Risan srl, poi Ecoltech srl e poi Eurowaste srl che era stato dichiarato il fallimento della predetta società, che i Comuni erano obbligati in solido con la ditta alla quale era stato appaltato il servizio di raccolta dei rifiuti, che non era stata mai comunicata alcuna liberatoria nei confronti dei Comuni, ha chiesto di ingiungere al Comune di Ischia ed a quello di Casamicciola Terne il pagamento, rispettivamente, della somma di euro 345.463,52 e di quella di euro 286.463,52. Il Comune di Ischia si è opposto al decreto contestando di essere obbligato al pagamento della somma ingiunta tenuto conto che non aveva dato alcun incarico al Consorzio, che non aveva sottoscritto alcun contratto, che lo smaltimento era stato effettuato dalla Risan, dalla Ecoltech e quindi dalla Eurowaste, che tutte le fatture depositate erano intestate alla Risan srl, che le lettere di riconoscimento del debito erano state firmate dalla Ecoltech, che il credito era prescritto, che difettava la prova del rapporto tra le parti, dell’esistenza del contratto, delle condizioni poste alla base dello stesso, che a tal fine erano insufficienti le fatture in quanto atti di parte, che anche le scritture contabili depositate contenevano numerose correzioni e non erano autenticate da notaio. Il Comune di Casamicciola Terme si è opposto al decreto ingiuntivo sulla base degli stessi argomenti prospettati dal Comune di Ischia”.