Lacco Ameno, contenzioso giudiziario: il Comune obbligato al Tar a tirar fuori gli atti

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La vicenda legata alla “Caffetteria del Corso” di Lacco Ameno è approdata davanti al Tar Campania dopo anni di richieste amministrative e contestazioni tra il titolare Giovanni Vuolo e il Comune. Al centro del contenzioso vi è la decisione dell’amministrazione di dichiarare decaduti gli atti di occupazione demaniale concessi nel 2008 per il mancato pagamento dei canoni dal 2017 al 2024. Il gestore dell’attività ha però sostenuto che proprio in quel periodo l’esercizio commerciale abbia subito gravi difficoltà a causa del terremoto del 2017 e dei successivi lavori pubblici che hanno interessato piazza Duca Duca, provocando una lunga interruzione dell’attività economica. Per difendersi in giudizio, Vuolo aveva chiesto l’accesso a numerosi documenti relativi ai lavori di rifacimento della piazza, ai collaudi e alla posizione contributiva degli altri concessionari demaniali del Comune. L’amministrazione comunale si è opposta ritenendo la richiesta troppo generica e potenzialmente lesiva della privacy, oltre a rappresentare un aggravio per gli uffici. I giudici amministrativi hanno quindi distinto le varie domande: dichiarata inammissibile quella riguardante tutti gli altri concessionari demaniali, considerata eccessivamente ampia e assimilabile a un controllo generalizzato sull’attività comunale, mentre è stata accolta la richiesta relativa agli atti sui lavori pubblici della piazza tra il 2020 e il 2025. Il Tar ha infatti riconosciuto il collegamento diretto tra quei documenti e la necessità del ricorrente di sostenere la propria difesa nel giudizio principale, ordinando al Comune di consentire l’accesso agli atti entro trenta giorni. Resta invece ancora aperta la questione principale sulla legittimità della revoca delle concessioni demaniali e sul peso che eventi straordinari come sisma e cantieri pubblici possano avere avuto sulle difficoltà economiche dell’attività commerciale.