L’ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Lacco Ameno per una serie di opere realizzate in difformità dalla DIA del 2010 perde efficacia a seguito delle recenti modifiche normative che consentono la presentazione di un’istanza di sanatoria semplificata. Dopo che il Tar nel 2023 aveva ritenuto legittimo il provvedimento respingendo o dichiarando inammissibili i ricorsi presentati da alcuni dei sette fratelli proprietari dell’immobile, uno di essi aveva proposto appello al Consiglio di Stato contestando vari profili della decisione, tra cui l’interpretazione delle procure, la mancata interruzione del giudizio per decesso di una parte e la qualificazione degli interventi edilizi ai sensi del d.P.R. 380/2001. Le opere oggetto dell’ordine di demolizione comprendevano muri, coperture, ristrutturazioni, sbancamenti, vasche interrate e una tettoia. Nel corso del giudizio di secondo grado, però, gli appellanti hanno depositato un’istanza di sanatoria ai sensi dell’articolo 36-bis del Testo Unico Edilizia, introdotto dalla legge 105/2024, chiedendo la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. Il Consiglio di Stato ha preso atto della richiesta e ha dichiarato l’appello improcedibile, precisando che la presentazione della sanatoria non incide sulla legittimità originaria dell’ordinanza ma ne sospende temporaneamente l’efficacia. Sarà ora il Comune a valutare l’istanza e ad adottare un nuovo provvedimento di accoglimento o rigetto, che potrà eventualmente essere impugnato. Le spese del secondo grado sono state compensate tra le parti in considerazione delle sopravvenute modifiche normative



