LACCO, SI PUNTA A FONDI REGIONALI PER LA MICROZONAZIONE SISMICA


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Prevenzione sismica. La giunta municipale di Lacco Ameno ha approvato una delibera con la quale si propone alla regione Campania una manifestazione d’interesse per accedere ai finanziamenti previsti dall’Avviso regionale che ha come oggetto il fondo per la prevenzione del rischio sismico, relativo alla concessione di contributi per la realizzazione di indagini e studi di “microzonazione sismica di livello 1 e analisi della condizione limite per l’emergenza”. È stata di conseguenza approvata la prenotazione di un impegno di spesa di euro 4.750,00, somma prevista a titolo di cofinanziamento a proprio carico pari al 25% dell’importo totale. Infatti il contributo massimo concedibile, pari al 75%, è rapportato alla popolazione residente: tra i 2.500 e i 5.000 abitanti, il contributo massimo è di euro 14.250,00 su un totale di 19mila euro. La decisione della giunta fa riferimento al Programma Operativo Nazionale (Pon) “Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020” relativo al programma per il supporto al rafforzamento della governance in materia della riduzione del rischio sismico e vulcanico ai fini di Protezione civile, al quale partecipa appunto anche la Regione. In tale programma uno degli aspetti fondamentali necessari per la corretta delimitazione dei “contesti territoriali” da considerare come unità per la gestione delle azioni di Protezione civile, è la microzonazione sismica del territorio accompagnata dall’analisi della “Condizione Limite per l’Emergenza” (C.l.e.). Sulla base delle risorse fino a oggi programmate dalla Regione Campania risultano ancora ben 174 comuni per i quali non sono stati destinati contributi per studi di microzonazione sismica del livello 1, e il Comune del Fungo rientra nella lista. Le risorse finora trasferite dal Dipartimento della Protezione civile sono reputate sufficienti al completamento degli studi di microzonazione, a parte la quota già citata a carico dei Comuni. Nel provvedimento viene precisato che lo studio non interesserà zone che incidono su aree naturali protette o su siti di importanza comunitaria (s.i.c.), zone di protezione speciale, né aree adibite a verde pubblico di grandi dimensioni. Già ad aprile, coi tecnici del Consiglio nazionale delle ricerche si era accennato a questa possibilità, in quanto lo studio consegnato dal Cnr costituirà la base sulla quale verrà tracciata la microzonazione, che consiste in un’operazione che ha lo scopo di riconoscere, su una scala sufficientemente piccola (comunale o sub comunale), le condizioni geologiche, geomorfologiche  e geotecniche locali dell’immediato sottosuolo, che possono alterare più o meno sensibilmente le caratteristiche del movimento sismico “atteso”, generando amplificazioni del moto sismico o anche deformazioni  permanenti. In altri termini, tale analisi ha l’obiettivo di individuare eventuali “effetti di sito” a seguito di un sisma, effetti geologici a livello locale dell’immediato sottosuolo, dovuti a caratteristiche geologiche e geomorfologiche proprie, che rendono il luogo sulla superficie più o meno soggetto a danni conseguenti a un evento sismico. I risultati di uno studio di microzonazione sismica si applicano nella pianificazione territoriale e dell’emergenza, nella ricostruzione post-sisma e nel supporto alla progettazione antisismica. E’ l’uso che i Comuni di Lacco Ameno e Casamicciola faranno degli esiti di tale operazione, anche in ottica-ricostruzione. Si tratta infatti di uno strumento capace di “censire” in maniera dettagliata il territorio e quindi in una certa misura di prevedere le eventuali conseguenze sulle costruzioni edilizie, addirittura con lo scarto di pochissimi metri, consentendo di evitare gli errori del passato.