Continua a far discutere Salvatore Langellotto, l’imprenditore della penisola sorrentina noto per il ruolo nella rimozione dei fanghi alluvionali di Ischia, dove è stato soprannominato il “reuccio” delle terre da frana. A Torre Annunziata si è chiusa l’istruttoria del processo che lo vede imputato per l’aggressione al presidente del Wwf Terre del Tirreno, Claudio d’Esposito, e per minacce e stalking al giornalista del Fatto Quotidiano, Vincenzo Iurillo. Le accuse riguardano episodi avvenuti tra marzo 2023 e gennaio 2024, nel pieno delle polemiche che investirono la gestione dell’emergenza post-alluvione. Durante l’ultima udienza la difesa ha rinunciato agli ultimi due testimoni, mentre la parte civile ha chiesto un confronto tra d’Esposito e una testimone già ascoltata, richiesta poi respinta dal giudice Adele Marano, che ha ritenuto il procedimento “maturo per la conclusione”. Intanto restano ancora coperte dal riserbo le indagini della DDA sui cantieri ischitani, dove Langellotto lavorava come addetto alla logistica. La requisitoria del pubblico ministero Antonio Barba è stata fissata per il 2 dicembre, mentre a gennaio si terranno le arringhe degli avvocati.



