Da un lato, l’accelerazione dello sviluppo tecnologico in Europa è sotto gli occhi di tutti, dall’altro, dati alla mano, non mancano le criticità. Il report The EU’s Critical Digital Capacities, pubblicato dalla Commissione Europea fotografa l’attuale situazione, mettendo in luce l’aumento numerico delle start-up, circa 20.000, e allo stesso tempo la loro difficoltà ad espandersi.
Altri due punti problematici riguardano le scarse competenze digitali, nonché la dipendenza da Paesi extraeuropei in merito alle infrastrutture. Pertanto, lo studio, sviluppato per definire al meglio il piano di finanziamento per il prossimo quinquennio, punta a rendere l’Europa più autonoma e competitiva.
Il primo passo prevede lo stanziamento di maggiori risorse per i servizi pubblici, ma è altrettanto evidente il tentativo di rendere il settore più appetibile per i capitali privati. Se l’obiettivo è colmare il divario tecnologico, è necessario che anche aziende ed industrie contribuiscano al percorso di crescita.
L’UE può tracciare la rotta con diverse iniziative, iniziando proprio dalla formazione in competenze digitali. In tal modo le aziende possono contare su un bacino più ampio di figure professionali specializzate. Si tratta di un’esigenza evidente per il comparto manifatturiero, che si appresta ad introdurre nel flusso di lavoro apparecchi automatizzati che necessitano di personale qualificato per gestirli.
Allo stesso modo, rendendo le infrastrutture più solide si dà l’opportunità ai privati di offrire servizi digitali più evoluti. La sicurezza dei dati richiede standard di connettività che solo reti robuste possono tollerare. Questo primo step garantirebbe agli istituti di credito di investire risorse per implementare sistemi di sicurezza più sofisticati.
Oggi molti servizi digitali e piattaforme di intrattenimento sono chiamati a gestire un cospicuo volume di utenti e di dati in tempo reale. In questi contesti, anche attività digitali come il poker online richiedono infrastrutture capaci di garantire tempi di risposta ridotti e una trasmissione dei dati affidabile. Diventano quindi particolarmente importanti la bassa latenza e i sistemi di crittografia avanzata, elementi essenziali per assicurare continuità del servizio e adeguati livelli di sicurezza.
Per questo sono necessari protocolli di rete di ultima generazione, nonché l’edge computing, cioè la possibilità di elaborare i dati localmente senza ricorrere ai cloud esteri. Questa tecnologia permette di azzerare i tempi di attesa e di ridurre i rischi legati alla protezione dei dati, offrendo all’Europa la possibilità concreta di affrancarsi dai colossi esteri e costruire una rete finalmente autonoma.



