L’OPINIONE – CARO SINDACO, ALTRO CHE “UP”: QUI SIAMO AL “DOWN”!

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di Luca Spignese

Già amministratore al Comune di Ischia

Ad Ischia, in particolare nei Comuni di Ischia, Barano e Casamicciola, in un tempo difficile (per tante ragioni!) per il settore turismo, in un contesto economico che stenta a riprendersi, soprattutto nel Comune di Ischia Porto, dove ormai nel corso principale le attività chiuse superano quelle aperte, l’amministrazione comunale decide, a marzo, di aumentare l’imposta di soggiorno.
Bene (anzi male, direi!), questa decisione è sbagliata per tanti motivi, che adesso elencheremo, ma prima, per chiarezza espositiva, dobbiamo chiederci: “perché si paga la tassa di soggiorno? Perché esiste? Qual è la sua ratio?”. Se non capiamo prima queste cose, non possiamo capire la nostra critica!
Ebbene, la tassa di soggiorno è un tributo locale applicato dai Comuni italiani, a carico di chi pernotta in tutte le tipologie di strutture ricettive (alberghi, b&b, case vacanza), quindi a carico dei turisti, con lo scopo di finanziare interventi turistici, effettuare la manutenzione del territorio e dei beni culturali, nonché di garantire i servizi pubblici locali. In altre parole, il turista che sceglie Ischia paga la tassa di soggiorno al Comune in cambio (sì, parliamo di DO UT DES!) di un territorio ben curato, compresi i beni culturali, in cui sono garantiti in modo efficiente i servizi pubblici locali.
Sono scoppiato a ridere e mi si è incastrato il dito sulla lettera A sulla tastiera: ABERRANTE! Ma cosa è aberrante? Sapere che, se gli scopi della tassa di soggiorno sono quelli descritti, ad Ischia esiste la tassa di soggiorno.
Ma forse sono io che non vedo le cose o vedo la realtà in maniera distorta, per cui, senza farmi prendere dalla nevrosi, comincio a rivolgere all’amministrazione comunale queste tre domande:
    • ritenete che il territorio comunale sia tenuto bene?
    • ritenete che i servizi pubblici funzionino bene?
    • ci fate capire per quali servizi pubblici avete utilizzato la tassa di soggiorno riscossa finora? Oppure, ci potete fornire un elenco dettagliato delle spese di manutenzione del territorio e dei beni culturali affrontate grazie alla riscossione dell’imposta di soggiorno?
Si, “CI” potete fornire, “CI” sta per “A NOI”… a noi cittadini che abbiamo il diritto di sapere come spendete i  nostri soldi.
… in attesa delle risposte a queste domande, andiamo avanti!
La tassa di soggiorno è tarata su sistemi di gradualità, in base alla categoria della struttura ricettiva che ospita i turisti. Ebbene, l’ultimo aumento della tassa di soggiorno non prevede gradualità, in quanto pone sullo stesso livello tutte le strutture ricettive del territorio, ad eccezione degli hotel a 4 e 5 stelle (Ischia Porto).
Qui non c’è da porre alcuna domanda, perché le risposte sono evidenti, anzi… una domanda la farei: “ma quanto è incompetente e lontana dalla realtà turistica locale la mente che ha partorito queste tariffe?”.
La tassa di soggiorno deve essere graduata in base alla categoria della struttura ricettiva, questo lo dice la legge, ma dovrebbe essere tarata anche in base alla stagionalità… questo lo impone la logica!  Dovrebbe quantomeno distinguersi tra alta e medio-bassa stagione, perché: 1) è risaputo che in bassa stagione tutto incide maggiormente sulla scelta turistica, quindi anche l’eventuale importo di una tassa di soggiorno troppo elevata; 2) tornando alla ratio della tassa di soggiorno, in bassa stagione la qualità e la quantità dei servizi pubblici offerti non sempre sono soddisfacenti come in alta stagione.
Eppure non ci vuole tanto a capire queste differenze…
La tassa di soggiorno deve essere giustificata da un utilizzo produttivo della stessa, che permetta nel tempo di raggiungere gli scopi per i quali la stessa viene stabilita. Deve essere graduata in base alla categoria delle strutture ricettive in cui viene riscossa, ma deve essere anche contestualizzata, tenendo presente il momento storico complessivo che attraversa l’economia locale, gli importi delle rispettive tasse di soggiorno che si pagano in Comuni che, come i nostri, praticano turismo e le cui strutture ricettive rappresentano competitors per quelle presenti sul nostro territorio. La tassa di soggiorno va aumentata (o diminuita) capendo quanta incidenza avrebbe, questa manovra, sulle prenotazioni, specie quelle online, in cui il potenziale turista conosce fin da subito tutti i costi della sua vacanza e calcola ogni dettaglio del proprio preventivo. Ma poi, per chi mastica almeno un poco di turismo, è evidente che la tassa di soggiorno va (eventualmente!) modificata molto prima di marzo, quando molte strutture ricettive (e menomale!) hanno già ricevuto diverse prenotazioni.
Infine, per il Comune di Ischia, che ha giustificato l’aumento della tassa di soggiorno per permettere esenzioni in inverno e incentivi per alcune categorie operative, con lo scopo di riattivare l’economia locale, ormai defunta: ma veramente pensate che una simile manovra possa, nelle condizioni disperate in cui versano i conti pubblici, portare un così elevato indotto economico che giustificherebbe le fantomatiche esenzioni nel periodo invernale? Ma veramente pensate che un’economia dissestata come quella del Comune di Ischia possa rilanciarsi con un simile provvedimento?.
Secondo me, è follia, perché il rilancio di una qualsiasi economia locale passa attraverso attente analisi di mercato, quindi studio, programmazione, confronto con gli addetti ai diversi settori operativi; il rilancio di una qualsiasi economia locale richiede tempo, pazienza, provvedimenti che incentivino la produzione nel lungo periodo e non lo sciacallaggio impazzito tipico delle stagioni turistiche brevi, in cui hai tre mesi di tempo per fare i soldi per campare tutto l’anno!
Riflettiamo, siamo ancora in tempo per scegliere il nostro destino.