Maxi-truffa sul Superbonus 110% ad Ischia: la Procura di Napoli chiude le indagini su un appalto da tre milioni di euro

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Un’articolata inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli, guidata dal pubblico ministero Claudio Siragusa e condotta dai militari della Guardia di Finanza, ha portato alla conclusione delle indagini preliminari su una presunta frode ai danni dello Stato legata agli interventi del Superbonus 110%. La vicenda scaturisce dai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria programmati in un condominio nel centro di Ischia, per un valore totale di 3.097.798,76 euro da ultimare entro la fine del 2023. La modalità scelta del 110% con sconto in fattura doveva consentire la riqualificazione sismica e strutturale dell’edificio senza anticipi di denaro da parte dei residenti. Tuttavia, già dalle fasi preliminari nell’aprile 2023, i saggi sul fabbricato hanno portato alla luce gravi problemi tecnici, tra cui fondazioni invase dall’acqua marina e pilastri disallineati, che richiedevano modifiche progettuali. Le difficoltà operative e i ritardi hanno innescato forti tensioni, culminate nell’interruzione del cantiere a settembre e nella denuncia formalizzata a novembre dall’amministratore condominiale. L’impianto accusatorio si concentra su due stati di avanzamento lavori che attestavano opere di miglioramento sismico in realtà mai eseguite. Il primo stato di avanzamento, datato maggio 2023, certificava il 30% delle opere per oltre 307 mila euro ed era seguito da una fattura di 493.300 euro. Il secondo, redatto a settembre 2023, dichiarava il 65% dei lavori per circa 660 mila euro con un’ulteriore fattura da 436.659 euro. Risultano indagati per truffa aggravata in concorso il progettista e direttore dei lavori P.G. (con l’aggravante della recidiva) e M.C., legale rappresentante della società subappaltatrice. L’operazione ha generato crediti d’imposta inesistenti per un totale di 1.022.956 euro, di cui 495.901,50 euro già ceduti a tre società terze (C.G.F. Srl, TM Media Srl e Artled Srl). Gli accertamenti presso il Genio Civile hanno confermato profonde incongruenze rispetto alle pratiche presentate, mentre i consulenti contabili hanno ammesso di aver agito sulla base della sola documentazione ricevuta senza verificare il cantiere, spingendo la magistratura a richiedere il sequestro dei profitti illeciti.