MENICO SCALA: “PER I MIGRANTI BIGLIETTO-RESIDENTE, PER I FIGLI DI PROCIDA NO”


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DI MENICO SCALA *

Un cittadino procidano ci ha raccontato che, qualche giorno fa mentre era in fila alla biglietteria traghetti, davanti a lui, un migrante ha chiesto, ed ottenuto, un biglietto residente per Procida mentre lui, emigrato al nord per lavoro, per venire a far visita ai propri genitori, non avendo più il requisito di residenza, ha dovuto pagare la tariffa piena (compreso contributo di sbarco), alla stregua di un turista.

Senza dare adito a polemiche oramai siamo giunti al paradosso che se un migrante si sposta (o fugge) dai paesi africani per motivazioni economiche e per cercare lavoro o fortuna altrove viene considerato un residente mentre un procidano che deve emigrare per le stesse ragioni, ovvero per cercare lavoro al nord, quando ritorna a Procida per far visita ai propri cari, diventa un turista.

Quando diciamo “Prima i procidani” lo facciamo con cognizione di causa perché ci sembra che, pur volendo garantire a tutti diritti di ogni genere troppe volte ci dimentichiamo dei “Figli di Procida” che, quanto meno “migranti” al pari di “migranti” debbano poter godere di uguale trattamento.

Ma questo per l’amministrazione a guida del Partito Democratico di Procida conta poco o nulla.

 

CONSIGLIERE COMUNALE GRUPPO “PER PROCIDA”