MERCATO IMMOBILIARE TERMALE, IL BORSINO: ISCHIA IN CALO, I NUMERI

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Ischia, pur restando una delle mete principali del termalismo italiano grazie alle sue acque e a un turismo distribuito durante l’anno, sta vivendo una fase di rallentamento nel mercato immobiliare, con una diminuzione dei prezzi dell’11% e un calo ancora più marcato degli affitti pari al 38%, mentre i rendimenti si attestano intorno al 3,3%. Questo andamento si inserisce in un contesto più ampio in cui cresce l’interesse per il turismo del benessere, ma aumenta anche la selettività degli investimenti. A livello nazionale le località termali mostrano dinamiche differenti: da un lato le mete alpine come Bormio, con valori fino a 5.624 euro al metro quadro, affitti in forte crescita e rendimenti intorno al 6,3%, insieme a centri come Pré-Saint-Didier e Merano che garantiscono stabilità e prezzi elevati; dall’altro località intermedie come Sirmione, con valori medi di circa 3.980 euro al metro quadro e rendimenti del 4,5%. Nei centri in rilancio si registrano le crescite più interessanti, come a San Pellegrino Terme e Montegrotto Terme, entrambe con aumenti dei prezzi del 13% e rendimenti rispettivamente fino all’8,5% e al 5,5%, mentre Abano Terme mantiene un andamento più stabile. Le località più economiche offrono invece i ritorni più elevati: Salsomaggiore Terme raggiunge circa il 9,6% di rendimento e Fiuggi supera il 10% grazie a prezzi contenuti intorno agli 805 euro al metro quadro. Segnali di ripresa si osservano anche a Montecatini Terme con un incremento dei valori del 7% e rendimenti del 7,6%, mentre Acqui Terme resta più stabile con rendimenti vicini al 7%. Altre realtà come Saint-Vincent e Manciano mostrano variazioni contenute ma equilibrate tra prezzi e affitti. Nel complesso il settore appare diviso tra destinazioni di fascia alta, più solide e orientate alla conservazione del valore, e centri più accessibili che offrono rendimenti maggiori e maggiori possibilità di crescita, seppur con una variabilità più elevata.