MIRIAM, DA ISCHIA UN GRANDE TRIBUTO DI AFFETTO

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A Ischia si sono svolte le esequie per Miriam Gurliaccio, madre di due figli di 8 e 12 anni, che alcuni giorni fa ha perso la vita in un tragico incidente diffondendo sull’intera isola il dispiacere per una perdita così improvvisa. Un lutto improvviso, come un fulmine che squarcia una giornata serena, che ha colpito profondamente tutta la comunità ischitana.

È l’ora del dolore e del cordoglio a Ischia. La Sala del Regno dei Testimoni di Geova è ricolma di persone. Le lacrime rigano i volti, le espressioni restituiscono sentimenti di afflizione mista a stupore. Nessuno può ancora credere a tale tragedia. Era quasi ora di pranzo quando l’automobile guidata da Assunta di Raffaele, mamma di Miriam, si è capovolta spezzando la giovane vita di una donna e madre molto amata. A dimostrarlo le centinaia di persone che si sono accalcate presso la Sala del Regno dei Testimoni di Geova di via Morgioni. Sono state così tante da riempire la sala e lasciare all’esterno, sulla scalinata e lungo la strada che porta al luogo di preghiera tante persone per l’ultimo saluto.

Commovente il saluto di Nancy, cugina di Miriam, che è riuscita a vincere il profondo dolore ed esprimere parole sentite, condividendo il suo accorato saluto all’amata cugina con tutti i presenti. “Miriam non era per me soltanto una cugina, ma anche un’amica e una sorella. Era umile, ma quando aveva un’idea era travolgente. Aveva molta cura di se stessa, sempre impeccabile e disponibile a ogni richiesta, non diceva mai di no. Aveva difetti certo, come tutti noi, ma li custodirò con omertà. Sono felice di averla avuta nella mia vita – ha concluso Nancy interrotta più volte da una commozione troppo forte per essere frenata – e sono sicura che la riabbracceremo”.

L’omelia ha toccato i grandi temi della vita e della morte. Lo spunto di riflessione è partito dalla Genesi della Bibbia, ricordando il peccato originale compiuto da Adamo ed Eva, quel peccato che contravvenendo alle regole imposte da Dio ha portato – secondo il credo dei Cristiani – la morte tra gli uomini. Una scelta di libero arbitrio dei primi uomini che nulla ha a che vedere con la volontà di Dio, che piuttosto diffonde tra gli uomini la speranza. La speranza di poter tornare ad esistere, anche dopo la fine della vita, senza più preoccupazioni, malattie o qualsiasi altro problema che possa spezzare serenità e felicità eterna. “Dio asciugherà ogni lacrima, né lutto, né lamento, né dolore affliggeranno gli uomini, Dio sconfiggerà la morte e i giusti erediteranno la Terra” ha ricordato l’anziano della comunità del Testimoni di Geova di Ischia.

Miriam Gurliaccio era entrata nella comunità dei Testimoni di Geova solo nel 2015 dopo una lunga riflessione durata buona parte della propria vita iniziata nel maggio del 1980 e spezzata prematuramente pochi giorni fa. Aveva deciso nel periodo di maturità di abbracciare il credo religioso della propria famiglia, prendendo i suoi tempi e riflettendo con attenzione prima di prendere una decisione importante. Miriam era un petalo di rosa reciso troppo in fretta. Ma la speranza delle centinaia di persone raccolte nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova è di poterlo riabbracciare in un aldilà migliore. Ai vivi rimane il dolore, ma” come i fiori piegati dall’acqua della  tempesta riprendono vigore con il diffondersi dei raggi del sole tornati a splendere dopo il cattivo tempo, allo stesso modo la famiglia, gli amici e chiunque provasse e continui a provare del bene per Miriam Gurliaccio tornerà a essere sereno e felice nella speranza di poterla riabbracciare” queste le ultime parole per salutare la giovane donna scomparsa troppo presto e la cui perdita ha diffuso un profondo senso di tristezza su tutta l’isola.