NASPI, AL SENATO LA DELEGAZIONE DI ISCHIA


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I lavoratori stagionali continuano nella lotta per chiedere il ridimensionamento della Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione istituita nel 2015 dal governo Renzi e che ha sostituito la vecchia ASpl e MiniAspl. Una lotta che va avanti ormai da tre anni e che ricorda quanto difficile sia la situazione dei lavoratori stagionali italiani con l’istituzione della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. Ma ricordiamo come funziona il nuovo assegno di disoccupazione per i lavoratori stagionali e i motivi per cui chi è costretto a lavorare solo alcuni mesi dell’anno per la chiusura di ristoranti, alberghi e altre realtà economiche aperte soltanto d’estate, chiede a gran voce che si ritorno al passato, garantendo assegni di sussidio che possano coprire i lunghi mesi invernali passati senza lavorare.

La NASpI è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi di contribuzione che hanno già dato luogo a erogazione di prestazioni di disoccupazione. Analogamente non è computata la contribuzione che ha prodotto prestazioni fruite in unica soluzione in forma anticipata. Insomma, addio ai vecchi sei mesi di assegni di contributi, “malvenuto”, il nuovo sistema che mette a dura prova la stabilità economica delle famiglie di chi lavora come stagionale. Ieri una folta e agguerrita rappresentanza di lavoratori stagionali, tra cui era anche presente a tutelare gli interessi isolani, Ferdinando Caredda, delegato ass nazionale lavoratori stagionali per l’isole,  si è mossa verso Roma per un importante incontro con la Commissione lavoro al Senato.

Due gli incontri, uno a palazzo Madama con il presidente della Commissione Lavoro, Nunzia Catalfo, l’altro invece si è tenuto presso il Ministero del Lavoro con il capo segreteria del sottosegretario al lavoro Claudio Durigon. Alla Senatrice Nunzia Catalfo è stata portata la petizione popolare, corredata da migliaia di firme raccolte nel 2015, che chiedeva al Governo Renzi il ripristino della Aspi. “Chiederemo ai membri dell’attuale Governo, che al tempo dell’istituzione della Naspi erano posizionati sugli scranni dell’opposizione, di mantenere le promesse fatte negli anni a cui hanno prestato fede e speranza almeno 500 mila lavoratori stagionali che hanno, inoltre, dato fiducia agli attuali membri di governo, votandoli. Se miracolo ci sarà – si legge nella nota diffusa dagli stagionali – sarà solo merito di Ferdinando Caredda, Vincenzo Mandracchia e Fabio Delle Monache. Il loro impegno, la tenacia e la convinzione di averci provato nonostante il menefreghismo del 99% dei lavoratori stagionali è stato un faro per chi invece ci ha creduto”.

Tra le richieste portate a Roma è stata sottolineata la necessità di equiparare lo stato di lavoratori stagionali a quello degli artigiani e degli agricoltori che possono contare su dei sussidi che tengono conto più certi, proprio grazie al proprio status lavorativo. Il rappresentante delle isole minori, Caredda, ha inoltre richiesto una maggiore attenzione per i lavoratori stagionali isolani che hanno più difficoltà, una volta terminato il proprio periodo lavorativo, di trovare impiego sulla terraferma, per evidenti problemi logistici.

Un ritorno alla vecchia Aspi, ha dichiarato Caredda, potrebbe far risparmiare 1 miliardo e 700 milioni di euro grazie anche alle nuove direttive che potrebbero entrare in vigore già dall’anno prossimo con il Reddito di Cittadinanza. SI attende che il Governo dia risposte in merito, prossimo appuntamento tra un mese, quando la delegazione ischitana tornerà a Roma.