NESSUNA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA, PER LA “JESCA” ARRIVA LA REVOCA DELLA CONFISCA

195

La Corte d’Appello di Napoli ha chiuso una vicenda giudiziaria complessa riguardante un terreno agricolo di oltre ventimila metri quadrati a Jesca, nel comune di Serrara Fontana, e alcune opere edilizie oggetto di indagine penale. Con la sentenza del 28 ottobre 2025, i giudici di secondo grado hanno parzialmente modificato la decisione del Tribunale di Napoli–Sezione distaccata di Ischia, revocando la confisca dei manufatti e respingendo l’appello del Pubblico Ministero. L’imputata Arianna Iacono, in concorso con il padre Domenico Iacono, deceduto durante il processo, era accusata di abusi edilizi, violazioni urbanistiche e paesaggistiche e di lottizzazione abusiva. Il Tribunale di primo grado l’aveva assolta ma aveva disposto la confisca dei manufatti, suscitando dubbi sulla legittimità della misura in assenza di condanna. La difesa, guidata dall’avvocato Biagio Di Meglio, ha sostenuto che gli interventi fossero manutenzione ordinaria e straordinaria per l’attività agricola, regolarmente comunicata al Comune. La Corte d’Appello ha chiarito che il reato di lottizzazione abusiva richiede una trasformazione urbanistica significativa, non la semplice presenza di abusi edilizi. Valutando dimensioni, funzione e caratteristiche delle opere, i giudici hanno ritenuto che non alterassero la destinazione agricola dei terreni coltivati a vigneto, frutteto e ortaggi. Anche il rischio idrogeologico è stato rivalutato: il terreno ricadeva in “zona bianca” e gli scavi non compromettevano la stabilità del versante. Sulla base di ciò, la Corte ha accolto l’appello della difesa, ordinando la restituzione dei manufatti ad Arianna Iacono, e respinto l’appello del Ministero, confermando l’assenza di confisca dei terreni. La decisione sottolinea l’importanza di distinguere tra abusi edilizi puntuali e vere operazioni di lottizzazione, specialmente in contesti agricoli e vincolati come quelli di Ischia.