DISCRIMINATO PER IL SUO ORIENTAMENTO SESSUALE: LA DENUNCIA DI SIMONE


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Un episodio, accaduto ieri, racconta significativamente quanto ci sia ancora da fare a livello culturale per eliminare assurde discriminazione: “Aggredito, mortificato ed insultato per la mia sessualità, ma non mi arrendo. Anche perché dopo la mia denuncia sui social network l’autore degli insulti, ha riconosciuto il suo errore e si è scusato”. Queste le parole di Simone Coda, il protagonista di questa denuncia. Simone ha raccontato al quotidiano Il Golfo l’episodio cui è stato vittima in prima persona. “Ero a Napoli all’imbarco verso Ischia quando, munito di regolare biglietto ho saltato un paio di persone che erano in fila per salire in aliscafo, scusandomi, perché avevo un impellente necessità di andare al bagno. Mentre superavo le persone in fila un uomo mi ha insultato per il mio orientamento sessuale. L’insulto, evidentemente, era legato al fatto che stessi saltando la fila. Piuttosto che lamentarsi per quello che secondo lui sarebbe stato il mio ‘errato’ comportamento, ha preferito insultarmi per il mio orientamento sessuale. Mi sono difeso ho chiesto di smetterla”. Intanto l’aliscafo partiva verso Ischia. “Purtroppo – continua Simone – anche nel corso della navigazione l’uomo continuava ad inveire nei miei confronti e per questo ho pubblicato un post sui social denunciando quanto successo”. Passano pochi minuti e squilla il cellulare di Simone: “Mi ha chiamato una mia amica in lacrime scusandosi e dicendomi che l’autore di questo triste episodio è suo padre. Mi è davvero dispiaciuto ascoltare questa ragazza mortificata ed in lacrime. Le ho chiesto, però, di rimediare chiedendo al padre di scusarsi”. Poi una riflessione di Simone: “In quei momenti ho pensato a quanto fossimo tutti vittime di stereotipi. Se uno è omosessuale deve essere insultato, se una donna gioca a calcio è lesbica. Siamo troppo abituati a dare etichette e siamo in una società che tende a condannare e puntare il dito contro chi è diversa. Ma io non ci sto. Per questo ho denunciato l’episodio per ribellarmi a tutto ciò”. L’episodio, poi, si è concluso nei migliori dei modi. “Poco dopo essere sceso dall’aliscafo mi è arrivato un messaggio in posta privata dell’uomo che poco prima di aveva insultato scusandosi. Inoltre ha anche fatto pubblica ammenda sul suo profilo social. Evidentemente quest’uomo aveva avuto semplicemente una giornata storta ed infastidito dal mio comportamento ha reagito nei peggiori dei modi. A lui ed alla figlia voglio riconoscere pubblicamente l’onestà e l’umiltà con la quale hanno saputo chiedere scusa e porre rimedio ad un brutto gesto. E per una volta è stata una figlia a dare un insegnamento ad un genitore, diversamente da come accade di solito”. E ha concluso Simone: “Per me l’episodio è chiuso. Non voglio criminalizzare nessuno. Ho raccontato ciò che è successo perché bisogna capire che insultare una persona per il proprio orientamento sessuale è sbagliato. Cerchiamo di crescere intellettualmente ed anche come isola: siamo un bel territorio aperto a tanti turisti che vengono a visitarci e trascorrere le loro vacanze qui, non roviniamo la nostra immagine con questi brutti episodi”.