La vicenda legata ai due foriani saliti per errore su un traghetto diretto da Capri a Napoli e poi ritornato nel porto di Calata di Massa per far sbarcare i due isolani si arricchisce di un nuovo capitolo e soprattutto si condisce di circostanze che lasciano a dir poco interdetti. La società di navigazione Caremar si è vista appioppare una multa di duemila euro per aver imbarcato sul traghetto Fauno due passeggeri che in realtà erano diretti altrove. Nessun dubbio nell’applicare l’ammenda da parte della capitaneria di porto di Napoli, che ha applicato l’att. 20 dell’ordinanza che disciplina gli imbarchi: la sanzione è stata immediatamente notificata ai vertici dell’azienda che hanno dovuto prendere atto di quanto successo.
Ma la cosa più triste, in questa vicenda, è il clima di pressapochismo e superficialità che sembra accompagnare un po’ tutti i protagonisti. I passeggeri non erano affatto due vip, si trattava di due giovani foriani, una coppia di fidanzati, ma il presidente della Caremar, Roberto Liguoro, al quotidiano Il Mattino ha dichiarato: «Si è trattato di un deprecabile errore commesso dal nostro personale all’imbarco. Erano in partenza simultaneamente una corsa per Capri e una per Ischia. Si era accumulato già qualche minuto di ritardo e, probabilmente, nella fretta di recuperare non è stato verificato il biglietto. Cerchiamo sempre di fare del nostro meglio con gli spazi a disposizione per garantire il miglior servizio possibile. Ci dispiace per i disagi, ma la scelta di rientrare è stata legata al fatto che i due passeggeri sarebbero dovuti tornare a Napoli e non avrebbero più avuto la possibilità di imbarcarsi per Ischia. Trattandosi di due persone anziane è stato ritenuto giustificabile il ritorno in banchina». Insomma, incredibile ma vero, per Liguoro i due passeggeri sarebbero due signori attempati e non due rampanti giovani di ritorno da una vacanza. Un concetto che, come se non bastasse la gaffe, vede andare a rimorchio anche il direttore generale dell’azienda, Vincenzo Ponti: «I due passeggeri anziani – ha sottolineato sempre al “Mattino” – sono regolarmente saliti sul ponte di comando e hanno parlato con il comandante. Poi sono stati riaccompagnati all’auto, quando la nave stava attraccando, per consentire lo sbarco più rapido possibile. Abbiamo già provveduto a notificare una contestazione al responsabile delle operazioni di imbarco. Voglio comunque precisare che il Fauno ha recuperato buona parte del tempo perso grazie alla grande efficienza frutto del piano di ammodernamento dei nostri mezzi». L’accelerata data ai motori e il ritardo che alla fine è stato contenuto rappresentano un fatto vero, ma certamente le dichiarazioni dei vertici Caremar lasciano intendere come essi non fossero completamente al corrente della vicenda.



