PEPPINO MAZZELLA: “AVVIARE IL SISTEMA DI SVILUPPO LOCALE”

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DI GIUSEPPE MAZZELLA

Il supplemento di ieri “Affari e finanza” merita di essere letto, studiato e applicato sul nostro sistema locale. Il supplemento ha un titolone di prima pagina:come spendere 230 miliardi. Il giornalista Roberto Petrini spiega nel lungo articolo che è “in arrivo dall’Europa un fiume di denaro mai visto prima. Ma il governo deve preparare presto un piano di spesa con costi e tempi dei progetti”. Il supplemento ospita anche una lunga intervista al prof. Romano Prodi. 81 anni. Una lunga carriera di studioso e di uomo di governo. Cerco di adattare come ho sempre fatto le politiche nazionali a quelle locali. Nel 2008 cioè 12 anni negli innumerevoli piani di studio della Regione Campania ci fu un piano territoriale della Campania con 45 sistemi locali di sviluppo di cui 14 nell’area napoletana e fra questi l’isola d’Ischia da sola è uno dei 14.la regione Campania affidò al Formez la diffusione locale di questo Ptr che doveva essere studiato e vissuto dagli amministratori locali per indicare i “progetti” capaci di generare reddito ed occupazione.

Non indicò il Ptr di cui tenemmo convegni e osservazioni con Osvaldo Cammarata nel 2016 in collaborazione con l’Osis promossa da Franco Borgogna ed il Lions Club con i nostri due convegni di “Europa a Mezzogiorno” e “Ischia quale futuro” quale dovesse essere il “soggetto coordinatore ed attuatore” dei nostri progetti. Con l’arch. Caterina Iacono fin dal 2014 avevano presentato un piano di fattibilità in 16 punti per Casamicciola perché la vedevamo come l’area industriale in crisi. Non se ne fece nulla. Ora il covid 19 pone in crisi finanziaria ed occupazionale tutto il nostro “sistema locale di sviluppo”. Abbiamo bisogno di milioni di euro per infrastrutture di edilizia pubblica e scolastica, partecipazione diretta dello stato al capitale di rischio di imprese turistiche storiche in sofferenza finanziaria. Cose che Prodi propone nella sua intervista. Le elezioni regionali debbono servire a parlare di queste cose perché i sei Comuni non sono capaci di dirigere il “sistema locale di sviluppo” ancor di più perché abbiamo subito il terremoto del 21 agosto 2017 per il quale è gestita una “emergenza” con 2mila sfollati ma non una “ricostruzione” che non può avvenire senza una rigorosa pianificazione territoriale ed una seria e vincolante programmazione economica.

 

  • DIRETTORE “IL CONTINENTE”