PIANO URBANISTICO A FORIO, MODESTA AFFLUENZA ALL’INCONTRO PUBBLICO


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Al molo borbonico di Forio ieri mattina si è tenuto l’incontro sul Piano urbanistico comunale, l’ormai noto Puc, che costituirà uno strumento strategico per il territorio e lo sviluppo del Paese nei decenni a venire. Proprio per questo, come hanno fatto notare alcuni degli intervenuti, era lecito attendersi una partecipazione ben più ampia della dozzina di persone che dalle 10.30 hanno raggiunto l’ex sede dell’Associazione Marinai d’Italia per discutere e condividere osservazioni sul Piano da portare all’attenzione dell’amministrazione. Quest’ultima è stata brevemente rappresentata dal sindaco Francesco Del Deo, che ha accettato l’invito di Vito Iacono (promotore dell’incontro) intrattenendosi con i presenti soltanto per alcuni minuti a causa di contestuali impegni. Ma anche in quel breve lasso di tempo, non sono mancate scintille polemiche: il professor Nicola Lamonica ha infatti aspramente rimproverato al primo cittadino di volersi sottrarre al confronto coi cittadini nella discussione sul Puc. Da parte sua il sindaco ha spiegato con eguale veemenza che si tratta di un piano completamente aperto a tutte le osservazioni dei cittadini, ma che il dibattito si potrà fare soltanto quando si conosceranno le proposte che cittadini e associazioni avanzeranno. In sostanza, secondo il primo cittadino il piano è stato adeguatamente pubblicizzato, al punto che i cittadini hanno potuto ampiamente prenderne visione on line dal sito del Comune, senza necessariamente dover intervenire alla riunione. Le successive discussioni, ha spiegato il sindaco prima di lasciare la sala, dovranno riguardare precise e concrete modifiche che la cittadinanza peraltro sta inviando.

Da parte sua, il professor Lamonica ha avvertito che il Piano così com’è sembra mettere in pericolo le ricchezze del territorio di Forio, perché prefigurerebbe un ulteriore consumo di suolo a scopi edilizi, nonostante le ferite già pesantemente inferte al paese negli ultimi decenni. Anche Legambiente, rappresentata da Peppe Mazzara, non è affatto favorevole al piano urbanistico nella forma attualmente sul tavolo, al punto da avanzare diversi dubbi sulla legittimità dello stesso. Secondo l’associazione ambientalista, il territorio foriano andrebbe diviso in due macro-aree, una delle quali da destinarsi ad area-parco. Un tema ricorrente è stato quello relativo ai vani abusivi già esistenti, e dell’ipotesi che essi potessero ovviare al fabbisogno abitativo corrente, ma è stata spesso richiamata anche la questione circa la stesura di un piano come quello urbanistico, che deve essere portato all’esame delle amministrazioni locali: alcuni degli esponenti di queste ultime potrebbero essere in conflitto d’interessi per via della propria attività professionale (avvocati, architetti, ingegneri, tecnici, imprenditori ecc.). Anche il professor Sebastiano Conte, urbanista a livello nazionale, è intervenuto nel dibattito, ribadendo le sue perplessità circa il fatto che un documento di fondamentale importanza come il Puc sia passato tutto sommato in sordina: «L’opinione pubblica è stata convinta che si tratti soltanto di un adempimento burocratico – ha spiegato l’urbanista – e che le cose continueranno come sempre, ma non è così». Nonostante la proroga fissata al 19 aprile per le osservazioni concernenti il Piano, il professor Conte ha sottolineato che in ogni caso entro il 19 maggio tali osservazioni dovranno essere esaminate. Secondo l’urbanista, la predisposizione del Piano non è stata affrontata con entusiasmo da nessuna delle amministrazioni, in quanto l’unico motivo che le avrebbe determinate a darsi da fare sarebbe il termine perentorio del prossimo dicembre: in caso di mancata adozione del Piano, le amministrazioni decadrebbero e verrebbe nominato un Commissario.