PROCIDA, ECCO IL MUSEO CIVICO TRA ARCHEOLOGIA, AMBIENTE E MARINERIA

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Ambiente, geologia, archeologia e storia delle tradizioni marinare: l’isola di Procida si racconta da oggi attraverso il Museo Civico “Sebastiano Tusa”, inaugurato lunedì nei locali dell’ex conservatorio delle Orfane al termine di una cerimonia istituzionale con gli stati generali della cultura campana e con il toccante tagli del nastro da parte di Valeria Patrizia Li Vigni, già moglie di Tusa, archeologo che ha legato a lungo il suo nome all’isola di Procida. Il museo si articola in tre sezioni: la sezione Ambiente abbraccia la Sala della Geologia, orientata alla narrazione della genesi vulcanica del comprensorio Procida-Vivara ed alla conoscenza delle tipicità geologiche della medesima area tramite l’esposizione di campioni di roccia e della più recente mappa geologica del territorio (a cura del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Federico II), e aree espositive dedicate ai temi della fauna e dalla flora di Vivara. La Sezione Storia Antica del’’isola di Procida, espone le tracce e le testimonianze archeologiche evidenziate dagli scavi archeologici di Vivara. La Sezione Mare descrive, invece, l’intenso legame tra il territorio procidano, e dei suoi abitanti, con il mare, anche attraverso collezioni private delle famiglie procidane.
“Siamo orgogliosi perché l’inaugurazione del Museo segna, per il territorio procidano, la nascita di una prima forma di ‘infrastruttura’ dedicata alla conservazione, divulgazione e studio delle emergenze culturali afferenti al comprensorio Procida-Vivara e in generale della complessa e affascinante storia dell’isola”, ha detto il direttore del Museo Civico, Nicola Scotto Di Carlo.
“L’apertura al pubblico del Museo, il primo sull’isola, è l’ultimo tassello di un lavoro iniziato nel 2017, con poche risorse economiche – ha detto Antonio Carannante, assessore del Comune di Procida con delega a Terra Murata –  Abbiamo fortemente voluto legarlo al territorio attraverso gli oggetti delle famiglie dei marittimi, i reperti micenei e gli studi sulla nascita dell’isola, certi che possa favorire una crescita della consapevolezza del patrimonio di Procida e una conseguente tutela. C’è un mondo da far scoprire, fino ad oggi rimasto in parte nell’ombra. C’è un mondo da far scoprire – conclude Carannante – sono soddisfatto in quanto oggi tutte le istituzioni competenti si sono dichiarate pronte a sostenere il nostro museo. Sta nascendo un nuovo luogo culturale che sarà una realtà nazionale”.
Il Museo Civico porta già avanti, da qualche mese, attività di approfondimento della storia di Procida: con la Fondazione Banco di Napoli sono state erogate due borse di Studio per lo sviluppo di attività di ricerca finalizzata all’individuazione di fonti riguardo la Storia socio-economica dell’isola di Procida presso l’Archivio Storico della Fondazione.