PROCIDA, IL CIRCOLO CAPITANI E MACCHINISTI “SFRATTATO DALL’ARCICONFRATERNITA PIO MONTE


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Fulmine a ciel sereno in quel di Procida, dove il Pio Monte dei Marinai di Procida, nel frattempo diventato Arciconfraternita ed affidata dalla Curia di Napoli nelle mani di un pool di Commissari, gli stessi che da oltre un anno governano la Congregazione dell’Immacolata dei Turchini, in una lettere a firma di un proprio legale, di fatto, “sfrattano” il centenario Circolo Capitani e Macchinisti dall’attuale sede  in via Roma n°60 con la motivazione che l’iniziativa deve essere inquadrata in un uso dell’immobile proprio da parte della Arciconfraternita con la possibilità per il Circolo, comunque, di essere ospitati nei modi e tempi da concordare attraverso un’apposita convenzione.

La vicenda ha lasciato sorpresi non poco i soci del Circolo così come tanti sono stati i commenti di assoluto dissenso circolati sui social. Auspica una risoluzione positiva l’Avv. Antonio Carannante, Assessore al lavoro marittimo del Comune di Procida, che dice: «Con sorpresa abbiamo appreso della volontà dell’Arciconfraternita del Pio Monte dei Marinai di non voler rinnovare al Circolo capitani e macchinisti di Procida (tra i più antichi d’Italia) la locazione della sua attuale sede in via Roma per adibirla a propria. – esordisce Carannante.  Ci sorprende perché è ben nota la valenza civica e storica del Circolo per la nostra isola. Ricordo che il Pio Monte, proprietario di diversi immobili – nato nel ‘600 grazie a generosi armatori procidani per aiutare i marittimi più poveri e dal periodo fascista, fino a tutt’oggi – ha finalità religiose. Detto questo, senza voler entrare nel merito delle vicissitudini della sua gestione economica, sentitamente auspico una soluzione della vicenda rispettosa di ciò che rappresenta il Circolo Capitani e Macchinisti per la comunità procidana. Lo si deve alla nostra Storia».

Dal sito web www.circolocapitaniprocida.it , tra l’altro, leggiamo: “I fondatori del Circolo Capitani e Macchinisti dell’isola di Procida ed i loro avi furono tra i principali protagonisti della straordinaria storia marinara dell’isola. La storia del Circola Capitani e Macchinisti è fortemente legata a quella del “PIO MONTE DEI MARINAI”  (battezzato dapprima “Colonna di riscatto”), antico sodalizio fondato nel 1674 dagli armatori, capitani e marinai, il cui scopo era di provvedere alle vedove e agli orfani degli uomini periti in mare e spesso di pagare il riscatto  di marinai tenuti in ostaggio dai barbari.  Questo sodalizio di Mutua Assicurazione venne riconosciuto definitivamente con un regio decreto del Re Vittorio Emanuele II nel 1872.  Dal 1867 al 1900 ebbe associati ben 207 bastimenti d’altura. Quanto alla gente di mare si contavano circa 5000  persone fra marinai, carpentieri e calafati.  La loro professionalità era oltremodo apprezzata ed ancora avanti nell’Ottocento conservava l’uso  dell’arruolamento a “parte” del nolo o profitto.

Tra i Capitani e Macchinisti che nel 1911 fondarono il Circolo, ricordiamo i D’Abundo, Mazzella di Bosco, Guida, Galatola, Schiano, Scotto, Lubrano, Assante, Mignano, Costagliola, Pagano, Massa, Romeo, Fevola ed altri. Erano tutti “giganti del mare”, le fondamenta su cui si regge il prestigio del nostro Circolo.  Da notizie tramandate oralmente, la prima sede fu un locale di Madonna delle Grazie.  Tra i primi Presidenti ci furono un Mignano, Mazzella di Bosco (Nasone) e Lubrano di Scampamorte. Nel 1917 il Circolo fu colpito da un grave lutto: la nave “Buenos Aires” di 1774 Tonn., armatore Biagio Scotto, Comandante Vincenzo Scotto di Perrotolo, fu affondata da una nave corsara tedesca; perirono 20 componenti l’equipaggio, di cui 16 Procidani.

Negli anni ’20 il Circolo si trasferì nella più centrale piazzetta San Giacomo, e prima della seconda guerra mondiale la sede venne trasferita nell’attuale locazione in Via Roma. Nel dopoguerra i Presidenti furono nell’ordine: Trentino Allocca, Comandante Giovanni Tramontano, Michele Aiello,  Vincenzo Cuccurullo, Nicola Scotto di Carlo, Michele Mameli, Ignazio De Rubertis, Michele Sasso,  Giuseppe Scotto Di Carlo e l’attuale Presidente Vincenzo Schiano”.