PROCIDA, L’INTERROGAZIONE DI SCALA: “CI SPIEGHINO PERCHE’ NON VIENE DEFINITA LA PIAZZOLA PER GLI AMBULANTI”


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Alla vigilia delle elezioni europee, continua a tenere banco, nel confronto politico  a Procida, la questione relativa al commercio itinerante e dopo il recente intervento del responsabile isolano dei settori turismo e commercio di Forza Italia Antonio Bevere è il commissario del partito nonché consigliere comunale, Menico Scala, a ritornare sull’argomento con una interrogazione (che di seguito riportiamo) indirizzata al Sindaco Raimondo Ambrosino, al Presidente del Consiglio Comunale Intartaglia e al Responsabile 1° sezione nella quale si chiedono spiegazioni in merito.

“Il sottoscritto Consigliere Comunale Dott. Menico Scala, interroga l’Amministrazione sulla questione Commercio Itinerante.Visto che, con l’approssimarsi della stagione estiva, e così come abbondantemente emerso nelle recenti festività pasquali,si sente sempre più l’esigenza di snellire il traffico e di disciplinare meglio la soste dei veicoli che possono creare un notevole disagio alla circolazione stessa;Constatato che il Consiglio Comunale in data 24 -04 -2018 ha approvato, con voto unanime dei presenti, e con il decisivo contributo dell’Associazione Casartigiani Procida, il Regolamento Comunale del Commercio su aree Pubbliche in forma itinerante;

Constatato, altresì, che ad oggi, e dopo oltre un anno dall’approvazione,non si è provveduto ancora a definiresia un piano per gli stalli adibiti al Commercio itinerante che le aree del territorio comunale in cui vietare tale tipo di commercio, il tutto in ottemperanza del dispositivo approvato;

Ritenuto che tale situazione,anche se la regola che dovrebbe prevalere è dettata dalla norma nazionale, rende oltremodo confusa la gestione del commercio itinerante;

Si interroga per sapere

Quali sono i motivi che, ad oltre un anno dall’approvazione del Regolamento Comunale sul commercio itinerante, impedisce la determinazione delle piazzole e, allo stesso modo, evidenziare le aree del territorio dove non sia possibile questa tipologia di commercio”.